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La scelta di Myrtha Pools: un mercato mondiale servito da Castiglione

Da una vasca sospesa al settimo piano a Melbourne ai resort da sogno. Un’avventura lunga sessant’anni: nel 2020 la crescita è stata a due cifre e il Covid ha ridotto le nostre aspettative di ulteriore incremento, ma è stato comunque un anno in utile

CASTIGLIONE. L’ultimo gioiello di casa è da vertigini: una piscina sospesa tra due lussuosi edifici residenziali di Melbourne, in Australia. Un ponte d’acqua sospeso al settimo piano.

Ma tra i progetti iconici di Myrtha Pools ci sono una laguna artificiale in un resort da sogno in Andalusia, le piscine sul terrazzo della Porsche design Tower di Miami, le vasche firmate da archistar come Philippe Starck. Il portfolio del gruppo Myrtha Pools-Piscine Castiglione, sessant’anni di attività, più di 300 dipendenti (e più di un migliaio dell’indotto) e produzione tutta a Castiglione delle Stiviere, è un giro del mondo.

I NUMERI

E vanno aggiunte le vasche per le competizioni internazionali, dalle Olimpiadi di Atlanta in poi. Due segmenti di mercato, quello delle grandi realizzazioni e degli eventi sportivi, che nel 2020 hanno subito una battuta d’arresto. È andata bene, invece, all’altra anima dell’azienda: la progettazione e costruzione, per i clienti italiani, di piscine private.



«Il 2020 è arrivato in un contesto di crescita a due cifre - racconta Roberto Colletto, amministratore delegato dell’azienda - e il Covid ha ridotto le nostre aspettative di ulteriore incremento, ma è stato comunque un anno in utile. I lavori legati alle competizioni, causa stop alle gare, si sono spostati in avanti, e anche alcuni grandi progetti internazionali hanno subito rallentamenti. Per fortuna è subentrata la crescita del mercato delle piscine private».



Gli italiani in lockdown hanno investito sulla casa, e anche costruirsi una piccola oasi di benessere ha fatto parte del pacchetto. Tendenza fugace? Pare di no: in questo inizio di 2021 la crescita sta continuando. E, nel frattempo, sta ripartendo tutto il resto: «Gli eventi di nuoto, pur senza pubblico, sono confermati e abbiamo ripreso alcuni grossi progetti rimasti in stand-by. Per esempio, quelli legati al mondo dell’hospitality. Prevediamo un anno molto buono».

Sta dando frutti il lungo lavoro con le catene alberghiere. «Nel 2019 siamo stati inseriti nell’elenco dei “preferred suppliers” di alcune grandi catene, i fornitori che consigliano ai nuovi alberghi che nascono - spiega Annalisa Colletto, componente del Cda - sia per le piscine sia per i centri benessere».



Tra le catene coinvolte ci sono Marrriott, Hilton, Accor e Six Senses, la più lussuosa. La fiducia degli investitori sta tornando in modo diverso nei diversi luoghi del mondo. Dei settanta Paesi in cui esporta Myrtha, uno dei più reattivi sembra essere quello Usa, il secondo mercato dopo l’Italia (terza è la Francia) per il gruppo di Castiglione: «Avevano rallentato meno degli altri e i cantieri si erano fermati, per scelta loro, molto poco. L’Asia è ancora un po’ indietro, mentre sta andando mediamente bene l’Europa. Attivo anche il Medio Oriente, anche perché ci sarà l’Expo a Dubai».

Nel mondo, la tecnologia del gruppo, alimentata da investimenti continui in ricerca e sviluppo (circa il 3% del fatturato), non abbraccia il segmento delle piscine private, riservato all’Italia. «Questo mondo - spiega l’amministratore delegato - ha bisogno di grande capillarità sia in fase di vendita sia di post vendita. Noi abbiamo qualche centinaio di concessionari e rivenditori, presidiamo quasi ogni comune. Poi c’è il tema della logistica: se costruiamo una piscina pubblica in Nuova Zelanda, un nostro buon mercato, il trasporto può incidere per l’8-9%, e rimanere sostenibile. Non lo sarebbe per una piscina privata».



Tutta a Castiglione la produzione delle vasche prefabbricate: nonostante la leadership mondiale e la presenza di sedi all’estero, come a Miami, la delocalizzazione produttiva non è contemplata. «Non ci sembra portare vantaggi - prosegue Colletto - e quindi la nostra crescita la vediamo qui. Stiamo anche costruendo un nuovo capannone. La nostra produzione, del resto, richiede macchinari, know-how e tutta una costellazione di piccole aziende fornitrici che sarebbe difficile ricreare altrove». Qui nell’Alto Mantovano, i meccanismi sono quelli del distretto: circa il 70% della produzione italiana di piscine è qui. Il futuro? Accanto ai progetti esistenti è partita una nuova avventura: la progettazione e gestione di centri sportivi grazie a partnerhsip tra pubblico e privato. E’ il caso dell’impianto del nuovo campus Bocconi, appena consegnato.

LA STORIA

La storia dell’azienda è appesa lì, sul pannello all’ingresso dello show-room che dà il benvenuto a chi entra nel quartier generale Myrtha Pools-Piscine Castiglione. Prima tappa, il 1961, l’anno della fondazione. Una nascita alla quale, un po’, ha contribuito il caso, che l’ingegno ha tramutato in opportunità.

«I miei genitori presero in gestione un hotel a Padenghe, sul Garda - racconta Annalisa Colletto, componente del cda - e si resero conto che mancava la piscina. Si misero a cercare in diverse fiere e videro che in Europa il mercato delle piscine era molto immaturo. Da qui l’idea di concentrarsi su quelle prefabbricate. Da subito, mio padre (Giorgio Colletto, ancora oggi presidente del gruppo, ndr) puntò su innovazione e internazionalizzazione». In quei primissimi anni, si trattava di prefabbricati basici, ma con l’acquisizione del brevetto Myrtha, nel 1977, tutto è cambiato.

La tecnologia Myrtha consiste nella laminazione a caldo, in fabbrica, di uno strato di pvc a elevata resistenza su pannelli di acciaio inox. L’azienda ha poi arricchito questa tecnologia con nuovi brevetti collaterali, che vanno dalla possibilità di regolare il livello nel tempo fino all’inserimento della ceramica nella vasca o, ancora, all’invenzione di RenovAction, nel 1997, che, a partire dal sistema Myrtha, permette la ristrutturazione di vecchie piscine in cemento armato. Un mercato enorme e in continua espansione.

«Oggi questo tipo di vasca, così concepito, è solo nostro. Ma abbiamo dovuto investire molto sui brevetti per tutelarci, almeno sugli aspetti fondamentali», spiega Annalisa Colletto. Nel tempo, l’azienda ha sviluppato un prefabbricato di altissima gamma che le ha permesso di aggiudicarsi, tra l’altro, i grandi progetti internazionali e il mondo delle competizioni. La prima tappa è stata nel 1987, con la piscina da gara per gli Europei di nuoto a Strasburgo, cui sono seguiti i Mondiali del 1994. «Abbiamo capito che la nostra tecnologia aveva le caratteristiche ideali per queste applicazioni e ci siamo buttati», spiega Colletto.

Nel 1996 le prime Olimpiadi, quelle di Atlanta, e nel 2000 un altro passaggio decisivo nella storia del gruppo: l’apertura della filiale in Florida, per essere presenti su un mercato già allora molto promettente. Tra le date da ricordare c’è anche il 2012, l’anno della terza sfida olimpica per Myrtha Pools, a Londra. «Ogni evento ha avuto le sue particolarità. A Pechino, nel 2008, abbiamo applicato la nostra tecnologia RenovAction, Londra è stata molto interessante perché abbiamo ottenuto un punteggio molto alto grazie alla sostenibilità ambientale e l’edizione di Rio, nel 2016, è stata importantissima perché abbiamo fornito 18 piscine tra vasche di gara e di preparazione».

L’azienda è anche partner della Federazione internazionale nuoto, una collaborazione impegnativa che le permette, però, di essere presente a tutti gli eventi mondiali, per esempio al prossimo campionato in vasca corta di Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, previsto per dicembre. Gli ultimi anni sono stati quelli della consacrazione internazionale: grandi alberghi, parchi acquatici, progetti in collaborazione con archistar come Philippe Starck o ad alto tasso di sfida, come la sky pool di Hawthorn Park, a Melbourne (Australia), una piscina al settimo piano sospesa tra due lussuosi edifici residenziali.

LE STRATEGIE

Fino al cinquanta percento di CO2 in meno in atmosfera rispetto a una normale piscina in cemento armato, fino al 30% in meno rispetto a quelle in acciaio saldato. La tecnologia Myrtha, con i suoi pannelli modulari in acciaio inox, è anche green. Lo confermano gli standard internazionali di Leed, Breeam e Green Star, tre strumenti internazionali di valutazione ecologica, e non solo, cui Myrtha si è sottoposta nel 2019 e nel 2020: è emerso che la costruzione di una piscina prefabbricata con questa tecnologia riduce le emissioni rispetto alle alternative meno evolute, cemento armato e acciaio saldato.

Più sostenibile da realizzare ma anche da gestire: la mappatura ha evidenziato la riduzione del consumo di acqua. Altro punto a favore è il lungo ciclo di vita delle vasche. Myrtha Pools-Piscine Castiglione ha precorso i tempi: prima che la salvaguardia dell’ambiente diventasse una sfida per gran parte delle aziende, il gruppo, con i suoi brevetti, era già scattato in avanti. La stessa tecnologia RenovAction, che consente di ridare vita alle vecchie piscine in cemento armato, è un esempio.

«Fin da subito abbiamo spinto molto sul rendere l’utilizzo dell’acciaio come tecnologia costruttiva un vantaggio dal punto di vista ambientale - spiega Roberto Colletto, amministratore delegato - e qualche anno fa abbiamo dato il primo incarico a uno studio australiano di ingegneria specializzato in questo genere di valutazioni». Leed (Leadership in energy environmental design) è un sistema di certificazione volontario per progettare e costruire edifici sostenibili da più punti di vista: sociale, ambientale, economico e in termini di benessere di chi ci abita. E il gruppo si è sottoposto ai test per capire come contribuire a questi obiettivi. Prossimo step l’economia circolare: «Stiamo dando un primo incarico - conferma Colletto - per valutare la gestione dello smaltimento. Il nostro prodotto ha una durata molto lunga, ma se tra cinquant’anni dovremo sostituirlo, in qualche modo dobbiamo anche pensare a come eliminarlo».

IL PERSONAGGIO

Ai prossimi Trials americani, Myrtha Pools avrà un’inviata speciale. Lani Cabrera, ex nuotatrice olimpica nella squadra di Barbados, Junior brand manager dell’azienda, sarà a Omaha, sede dell’evento, per svelarne al pubblico i dietro le quinte. Lani lavora da quattro anni con Myrtha: ha cominciato nella filiale in Florida e da un anno e mezzo è a Castiglione. Dal Nebraska invierà fotografie, video di recap delle gare, stories per il canale Instagram. E la sua esperienza di nuotatrice darà una marcia in più al racconto. Per il gruppo, partner della federazione Usa di nuoto dal 2006, questa è l’edizione numero cinque dei Trials, le gare per le qualificazioni degli atleti americani alle olimpiadi: quest’anno, ai blocchi di partenza ci saranno 659 nuotatrici e 766 nuotatori. Via libera all’evento, ma con molte precauzioni.

A causa della pandemia, l’edizione 2021 si terrà in due fasi: dal 4 al 7 e dal 13 al 20 giugno, con un’affluenza del 50% all’arena del CHI Health Center, e quindi con un massimo di 9mila spettatori. Myrtha dovrà installare, in tempi record, due piscine: un’olimpionica e una vasca per il riscaldamento. I lavori inizieranno tra qualche giorno, il 16 maggio, e la piscina olimpionica sarà costruita in soli cinque giorni. Il 2 giugno sarà disponibile per gli atleti anche la piscina per il warm-up. I Trials rappresentano, per Myrtha, una vetrina importante nel mercato di sbocco numero uno dopo l’Italia. Qui l’azienda può mostrare le proprie capacità tecnologiche e di installazione: precisione al millimetro e tempi strettissimi di realizzazione non passano inosservati a clienti, architetti e progettisti invitati all’evento.

*16.00 dell'11 maggio: abbiamo corretto il sommario del titolo perché riportava un'erroneo riferimento alla crescita del 2020