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Mantova va alla Biennale: modello di rigenerazione

Scelta con altre 15 città per i progetti di riqualificazione urbana e sostenibilità. Murari: «Grande opportunità e riconoscimento del lavoro fatto in questi anni»

Monica Viviani
2 minuti di lettura

MANTOVA. Passa dall’ex Ceramica di Mantova Hub, da piazza Leon Battista Alberti e dalla fabbrica sospesa di Pierluigi Nervi il racconto di questi anni di recupero e rigenerazione urbana targati Mantova, pronto per uno dei più prestigiosi palcoscenici internazionali: la città è stata scelta dalla Biennale di architettura di Venezia con altre quindici realtà italiane medio-piccole come simbolo di rigenerazione urbana e sviluppo sostenibile.

Mantova alla Biennale Architettura di Venezia: il video di presentazione

Selezionate dai curatori «per la visione e l’intelligenza delle pubbliche amministrazioni nel saper applicare le idee e aver avuto il coraggio di realizzarle», a loro dal 22 maggio al 21 novembre sarà dedicato uno spazio del padiglione italiano, dedicato alle comunità resilienti.



«Essere presenti alla Biennale di architettura di Venezia è una grande opportunità per Mantova e un grande onore» ci dice l’assessore alla rigenerazione urbana e all’ambiente Andrea Murari mentre racconta di un percorso che parte da lontano. «Siamo stati contattati nel 2019 – spiega – dal curatore dalla sezione città resilienti all’interno del padiglione Italia, Paolo Di Nardo, che ha costruito un percorso che ha come soggetto la rigenerazione delle città medio piccole italiane. Abbiamo cominciato a lavorarci un paio d’anni fa perché la Biennale doveva essere nel 2020 ma poi è stata rinviata per la pandemia». La motivazione è quasi ovvia: «Mantova è stata scelta per il lavoro fatto negli ultimi anni sulla sostenibilità e in particolare sul lavoro di rigenerazione urbana destinato a spazi pubblici, edifici, parchi ma anche alle sponde e alle acque dei laghi».

Il progetto, che tiene insieme le esperienze di sedici città, sarà composto principalmente da riprese video, realizzate e montate dalla società Diorama, e da brevi testi di accompagnamento. «Il video di Mantova – racconta ancora Murari – è composto da una visione aerea sulla città che mostra il rapporto inscindibile tra la città e l’acqua, e da un viaggio tra piazze e architetture storiche: la nostra grande bellezza, che avremo l’occasione di mostrare ancora una volta al mondo».

Ma non ci sarà solo questo: «Il video avrà una caratteristica forte e distintiva nata dalla splendida collaborazione con le coreografe e i danzatori di Iuvenis Danza». Giovanna Venturini e Gaia Bragantini hanno creato coreografie originali per tre luoghi della città che a metà aprile, momento in cui si sono svolte le riprese, si sono popolati di danzatori: l’ex Ceramica di Mantova Hub, ancora oggetto di cantiere, piazza Leon Battista Alberti da poco riqualificata, e la sala macchine della cartiera di Nervi. Tre spazi oggetto di significative operazioni di recupero e con funzioni molto diverse al centro dei quali si è voluto inserire la figura umana come protagonista. Le performance sono state immortalate dagli scatti del fotografo milanese Marco Introini.

Spiega Murari che «nel nostro progetto abbiamo cercato di rendere un’idea di città che tiene insieme la storia e l’arte con la dimensione produttiva e il recupero di spazi degradati e abbandonati come quelli di Mantova Hub» e che la scelta delle coreografie «è il modo per indicare che ogni operazione di rigenerazione urbana ha come riferimento e come obiettivo la persona, il cittadino».

Insomma, conclude l’assessore, «portare Mantova alla Biennale di architettura è una grande opportunità per promuovere la nostra città su uno dei palcoscenici più importanti al mondo. Credo sia il riconoscimento di un lavoro di qualità che da anni stiamo portando avanti sui temi della rigenerazione urbana e della sostenibilità». —
 

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