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«Un’altra indagine per capire i danni dell’elettrodotto»

 L’ex consigliere provinciale: «Bisogna aggiornare i dati del 2009» 

CASTIGLIONE DELLE STIVIERE.  Una nuova indagine epidemiologica sarebbe necessaria lungo il tratto cittadino castiglionese dell’elettrodotto Colà-Tavazzano, l’impianto per il quale c’è l’impegno dell’amministrazione Volpi e del gestore Terna a procedere all’interramento.

A ricordare l’impegno della Provincia e degli enti preposti a questo tipo di indagine è l’ex consigliere provinciale Franco Tiana: «Quando ero a Palazzo Bagno avevo ottenuto il voto favorevole alla mozione che presentai per aggiornare l’indagine epidemiologica del 2009. L’impegno risale al 2012 e, da allora, nessuno ha più mosso un dito. Di recente ho sollecitato anche il vicesindaco Dara (che conferma, ndr) soprattutto alla luce della volontà dell’amministrazione di risolvere questo problema».


Tiana ricorda che «anche di recente, con un gruppo spontaneo di cittadini, abbiamo raccolto 1.380 firme per chiedere l’aggiornamento di questa indagine. Si tratta di un’operazione importante e ancor più ora dopo i mesi di lockdown durante i quali le persone che abitano nei pressi, o sotto, quei cavi dell’alta tensione, sono state esposte molto più del solito».

Tiana fa riferimento anche ai risultati del 2009 «quando si evidenziò che a Castiglione c’era un alto numero di casi di leucemia, molti dei quali identificati nei pressi di quell’impianto. Ora sarebbe utile capire come e in che modo sia evoluta questa faccenda. Sia che i casi siano diminuiti, come tutti ci auguriamo, sia nel malaugurato caso che siano aumentati, c’è da comprendere che cosa aveva prodotto l’anomalia del 2012. Allo stesso tempo serve far chiarezza e capire se esiste una correlazione fra quei casi di leucemia e l’esposizione all’alta tensione, cosa che la vecchia indagine sollevava come ipotesi ma non approfondiva».

Per Tiana, insomma, «serve sia l’indagine che, come avevamo chiesto sempre nella petizione, un monitoraggio di Arpa sulle emissioni reali dell’impianto, con rilievi non a spot, ma con misurazioni precise e continuative nel corso della giornata».

In conclusione, Tiana ricorda che a Castiglione servono quattro milioni, e Terna, nel 2019-2023, aveva stanziato solo in Lombardia 516 milioni per rimuovere impianti di questo genere: «Mi auguro davvero che i fondi del Recovery ci siano d’aiuto o che Terna possa intervenire velocemente con sue risorse. Nel mentre, però, le persone vivono sotto quei cavi e servirebbe davvero capire in fretta il reale impatto sulla salute di questi cittadini». —



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