A Mantova prima rianimazione svuotata dai Covid

Il direttore generale dell’Asst: «A Pieve di Coriano zero pazienti, ora possiamo iniziare a riaprire la filiera chirurgica» 

MANTOVA. «La circolazione del virus sul nostro territorio, da quello che possiamo vedere, sta scemando, anche se molto lentamente. In verità speravano che il calo fosse più veloce ma la situazione è favorevole». Il direttore generale dell’Asst di Mantova, Raffaello Stradoni, ha aperto la diretta Fb di ieri pomeriggio impostandola sull’ottimismo. «La media mobile settimanale dei contagi è intorno a 75 (meno di due mesi fa era 270, ndr), non è un risultato ancora ottimale ma siamo sulla buona strada».

Per il manager sanitario il lao dei contagi porta con sè la riduzione della pressione sugli ospedali. I ricoveri Covid sono scesi a 150 contro i 200 di inizio aprile e gli accessi al pronto soccorso Covid sono meno di dieci nell’arco delle 24 ore.


«Da giorni – spiega – abbiamo attivato un gruppo di lavoro per arrivare a riaprire un po’ di più l’attività ordinaria. Al momento siamo riusciti ad attivare alcune chirurgie. La settimana scorsa abbiamo fatto due interventi di cardiochirurgia e altri due li faremo questa settimana. Insomma, stiamo andando nella direzione di una completa apertura della filiera chirurgica».

Tra le notizie positive, all’ospedale di Pieve di Coriano risulta vuota la Rianimazione Covid, dove fino a pochi giorni fa c’erano 5 pazienti ricoverati. Al Poma restano invece ancora 10 pazienti.

«A questo punto – riprende Stradoni – a Pieve stiamo pensando di riattivare tutte le linee chirurgiche che si possono riattivare. Del resto rispetto alla scorsa estate siamo in una situazione più favorevole grazie all’avvio della campagna vaccinale. Non abbiamo ancora raggiunto l’immunità di gregge ma sono numeri importanti. Oggi nel Mantovano siamo arrivati al 34,71% di prime dosi sulla popolazione target». Il direttore del Poma prevede inoltre tornare ad una capacità vaccinale elevata raggiunta nelle ultime settimane già dal prossimo mese di giugno.

«Il commissario Figliuolo ha già detto che spera di poter riprendere con un numero di vaccinazioni giornaliere in Italia superiori alle 500mila per arrivare alle 800mila, ma dipende dalla disponibilità di vaccino. I nostri centri sono attivi e lavorano a pieno ritmo. Confermo inoltre che c’è una schiarita sul versante del nostro personale grazie al fatto che ci sono arrivate altre risorse per un giusto riconoscimento del lavoro svolto».

Sul futuro prossimo Stradoni fa sapere che gli ospedali si stanno attrezzando per riprendere la normale attività. «Ma non sarà semplice anche perché abbiamo l’obbligo di garantire al nostro personale il godimento di riposi e ferie estive. Abbiamo ripreso la negoziazione con gli organismi di rappresentanza dei lavoratori e prossimamente avremo un collegio dei sanitari per implementare e illustrare tutto ciò che vorremmo fare per arrivare a raggiungere l’obiettivo della normalità». Per ultimo un cenno ai vaccini in distribuzione: «Il mancato rinnovo del contratto per AstraZeneca è un fatto, ma in questi casi bisogna negoziare le condizioni migliori. I vaccini sono sicuri e funzionano e stiamo assistendo a una riduzione importante della morbosità delle classi di età vaccinate. È probabile che a fine estate riusciremo a tornare alle condizioni precedenti, magari riuscendo ad estendere la vaccinazione anche agli adolescenti come alunni e gli studenti delle superiori in vista della ripresa dell’anno scolastico».


 

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