Il proprietario del Mantova calcio Setti indagato per appropriazione indebita e autoriciclaggio

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Indagine coordinata dalla Procura di Bologna: nei confronti dell’imprenditore modenese è stato eseguito un sequestro preventivo di 6,5 milioni di euro

MANTOVA. Il proprietario del Mantova Calcio e presidente dell’Hellas Verona, Maurizio Setti, è indagato per appropriazione indebita e autoriciclaggio nell’ambito di una indagine coordinata dalla Procura di Bologna e condotta dalla Gdf del capoluogo emiliano. Nei confronti dell’imprenditore modenese è stato eseguito un sequestro preventivo di 6,5 milioni di euro.

Una somma, secondo inquirenti e investigatori, che sarebbe stata indebitamente sottratta dalla casse dell’Hellas. Il provvedimento cautelare, disposto dal gip di Bologna, scaturisce dalle risultanze degli accertamenti condotti dalle Fiamme gialle sulle vicende di due società bolognesi rientranti, nel recente passato, nella catena di controllo della società calcistica veronese, nei confronti delle quali erano state emesse sentenze di fallimento successivamente revocate, all’inizio di quest’anno, in sede di reclamo.

Setti, secondo le indagini, avrebbe indicato in diversi documenti bancari e contabili la provenienza dei soldi da una distribuzione di dividendi, sebbene si trattasse, in realtà, di una disponibilità finanziaria accantonata in bilancio quale «riserva di versamenti soci in conto futuro aumento di capitale», di per sé non distribuibile. Gli esiti dell'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Francesco Caleca e dalla pm Elena Caruso, sono stati presentati in conferenza stampa dal procuratore capo Giuseppe Amato e dal generale Gianluca Filippi, comandante provinciale delle Fiamme gialle bolognesi. Il sequestro è stato emesso dal Gip Sandro Pecorella.

L’Hellas Verona ha diramato una nota sul suo sito internet. «In ordine alle notizie di stampa comparse oggi in correlazione alle vicende concernenti Hellas Verona, il Presidente Maurizio Setti chiarisce quanto segue: “Intendo ribadire l’assoluta regolarità e correttezza del mio operato. Respingo tutte le prospettazioni accusatorie che mi sono ascritte, consapevole di aver sempre agito con piena trasparenza e nell'interesse dell'Hellas Verona e nel rispetto dei tifosi che la sostengono. Non ho sottratto illecitamente all’Hellas Verona alcuna somma. I bilanci di una società di calcio sono attentamente formati e controllati. Non ho mai avuto alcun rilievo sui bilanci dell’Hellas, né dal Collegio Sindacale, né dai Revisori e, men che meno, dagli organi di controllo di settore. Confido che, nel più breve tempo possibile, la magistratura possa fare chiarezza sulle vicende in questione, anche perché il mio operato è già stato giudicato positivamente dalla Corte d’Appello di Bologna. È oltremodo dannoso il clamore mediatico generato in relazione a questa vicenda”».

Tutto è nato dalle verifiche del nucleo di polizia economica finanziaria su due società bolognesi rientranti nella catena di controllo del Verona, nei confronti delle quali c'erano state sentenze di fallimento successivamente revocate, all'inizio del 2021, dopo un reclamo. È emerso che la partecipazione delle due società nell'Hellas era stata oggetto, nel corso degli anni, di cessioni infragruppo e rivalutazioni (anche grazie al coinvolgimento di società estere) che ne avrebbero strumentalmente e ingiustificatamente incrementato il valore. L'autoriciclaggio di 6,5 milioni riguarda, appunto, la somma sottratta da Setti dalle casse del club sfruttando il doppio ruolo di amministratore e socio unico e il piano di ristrutturazione di una delle due società per evitarne il fallimento dal quale, spiega la Finanza, sarebbe potuto derivare lo spossessamento della società di calcio, vale a dire dell'unico vero asset produttivo dell'intera catena di controllo. Nell'indagine non risultano coinvolte aziende del tessile, altro settore di attività dell'imprenditore, legato alla griffe di Manila Grace.

L'indagine che ha portato al sequestro di 6,5 milioni a carico del presidente dell'Hellas Verona Maurizio Setti, indagato per autoriciclaggio e appropriazione indebita, nasce dal contrasto tra lo stesso Setti e Gabriele Volpi, finanziere, ex presidente dello Spezia Calcio. La richiesta di sequestro della Procura muove proprio dall'iniziativa nella qualità di creditore di Volpi che, sottolinea il Gip Sandro Pecorella, «ha indubbiamente finanziato Setti nella sua impresa di prendere in gestione la società di calcio». Setti, infatti, «per acquistare e gestire la società Hellas Verona si è interamente fatto finanziare da società riconducibili a Volpi» osserva ancora il giudice nel provvedimento di sequestro. A fronte della controversia tra Volpi e Setti, che ha dato luogo a un contenzioso civile culminato in richieste di fallimento di società, accolte in primo grado e poi respinte in appello, da parte di Setti c'è stata una serie di ripetuti trasferimenti della partecipazione sociale dell'Hellas Verona «che allo stato non paiono giustificati da altra ragione se non quello di vanificare i tentativi del suo contradditore di recuperare il credito», per cui Volpi ha vittoriosamente instaurato un giudizio civile in Lussemburgo, nel 2018.

L’inchiesta riguarda quindi il socio di maggioranza del Mantova calcio, ma in nessun modo il club biancorosso.

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