Non calano le morti sul lavoro: controlli rallentati dal Covid

Maglia nera in Lombardia per il territorio dell’Ats: quattro le vittime nel Mantovano. La Regione: giusto l’impegno per la pandemia ma ora più vigilanza nelle imprese

MANTOVA. Non diminuiscono le morti sul lavoro nel Mantovano. Nel corso dell’anno clou della pandemia, il 2020, sono rimaste costanti rispetto all’anno precedente: quattro vittime. Anche nel territorio di competenza dell’Ats Val Padana, vale a dire Mantova, Cremona e Crema, il numero non è cambiato: sette nel 2019, sette lo scorso anno.

Un dato che attribuisce a questa fetta di Lombardia la maglia nera sugli incidenti lavorativi mortali in tutta la regione. A rendere più allarmante il quadro è che la tendenza lombarda segna invece una diminuzione del fenomeno dovuta alla generale riduzione dell’attività produttiva dovuta alla pandemia.

«Ma non tutti i settori si sono fermati e nel Mantovano gli infortuni mortali sono avvenuti in agricoltura (2), edilizia (1) e industria metalmeccanica (1) – dice il responsabile del servizio prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro dell’Ats Val Padana, Alberto Righi – rami di produzione dove lo smart working non esiste».

Il tema delle morti sul lavoro è tornato drammaticamente in primo piano negli ultimi giorni: la scorsa settimana sono state tre le vittime in Lombardia. Lo stesso premier Draghi ha annunciato che verranno fatte più assunzioni nella vigilanza per potenziare i controlli. Il punto è che, come avvenuto in altri ambiti della vigilanza e della sanità, il grosso impiego di risorse per fronteggiare l’emergenza coronavirus ha inevitabilmente sottratto energie in altri campi d’azione. E se questo ha avuto conseguenze ridotte per i settori produttivi che hanno fermato le attività o sono ricorse al telelavoro, la stessa cosa non si può dire per il lavoro in fabbrica, nei campi e negli allevamenti.

«Nel 2020, a causa delle temporanee sospensioni di alcune tipologie di attività produttive – si legge in una nota inviata dalla direzione welfare della Regione – il registro regionale degli infortuni mortali ha registrato 33 eventi in Lombardia, con una decrescita rispetto all’anno precedente del 51%. Considerando il periodo gennaio-aprile, gli eventi sono stati 12, l’anno precedente erano stati 18, mentre nel 2021 sono 11».

I dati dicono che nell’area metropolitana di Milano gli incidenti mortali nel 2020 sono stati tre e uno solo a Bergamo. Per avere numeri simili a quelli dell’area della nostra Ats, bisogna guardare a quelli dell’Ats Insubria (Como e Varese), dove gli infortuni mortali sono stati sei. La direzione regionale è allarmata per le conseguenze dell’impiego intensivo delle risorse di Ats sulla pandemia.

«La necessità di garantire alla popolazione ogni misura di tutela dal contagio di Covid non deve assorbire tutte le risorse del dipartimento a discapito di un presidio altrettanto importante quale quello dell’ambiente di lavoro – prosegue la nota – in previsione di una costante ripresa di tutte le attività produttive, si sottolinea la forte necessità di garantire ai servizi la piena operatività».

L’Ats Val Padana, in questo dipartimento, può contare su 24 tecnici a tempo indeterminato, due tecnici a tempo determinato e tre medici del lavoro. «Accogliamo l’indicazione della direzione – dice Righi – stiamo predisponendo campagne di controllo nel settore edile in luglio, nei macelli e nel complesso della Polimeri durante la fermata estiva quando si svolgeranno lavori di manutenzione». —

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