Il Poma punta all’ultimo blocco, Stradoni in Regione per i fondi

Il direttore generale dell’Asst: «Stiamo ragionando sui progetti e per il completamento di tre sale operatorie»

MANTOVA. Non è stata infruttuosa la trasferta milanese di giovedì del direttore generale dell’Asst di Mantova, Raffello Stradoni, convocato in Regione per discutere di diverse questioni, tra cui anche il futuro dell’ospedale Carlo Poma.

«Con alcuni nostri collaboratori – spiega il manager sanitario – siamo stati ricevuti dal direttore generale welfare Giovanni Pavesi, a sua volta assistito dai propri collaboratori regionali e, in un clima di serenità ed ottimismo, si è ragionato sulle opportunità che vengono offerte sia alla Asst di Mantova che alle altre Asst lombarde dall’applicazione del piano nazionale di ripresa e resilienza. La discussione ha spaziato su molti argomenti ma, per quello che ritengo opportuno evidenziare, ci si è concentrati soprattutto sulla possibilità di finanziamento straordinario per il completamento del passaggio dell’ospedale Poma da ospedale a padiglione in ospedale monoblocco, con la costruzione del cosiddetto blocco E che, nei progetti elaborati dal nostro ufficio tecnico, sarà destinato soprattutto ai servizi sanitari e all’espansione del pronto soccorso».

Il blocco E era stato previsto all’epoca dell costruzione del nuovo Poma ma mai realizzato per mancanza di fondi.«È una grande opportunità per la nostra azienda – continua Stradoni – per la provincia e soprattutto per la città di Mantova e i nostri uffici si sono già impegnati a lavorare al massimo livello possibile per tutto quanto è necessario al fine di impegnare i fondi che ci verranno concessi e di concludere entro i tempi imposti dall’Unione europea i lavori progettati. Abbiamo ragionato anche del completamento delle ultime tre sale operatorie ancora al grezzo presenti nel blocco chirurgico di Mantova e dell’assetto degli altri ospedali pubblici e privati in sperimentazione gestionale».

Il direttore generale ha affrontato anche la questione dell’emergenza sanitaria: «Per fortuna, o per abilità di tutti noi, la pandemia da Covid-19 sembra in fase di regressione, speriamo definitiva. La campagna vaccinale si sta svolgendo regolarmente, frenata solo dalla disponibilità di vaccino, che comunque non impedirà, almeno secondo le attuali previsioni, di raggiungere l’obiettivo della vaccinazione del 70-80% della popolazione italiana entro fine estate. Regione Lombardia, come logico, ha dimostrato di essere una delle regioni trainanti, probabilmente la più importante, anche in questo campo e gli effetti benefici sono finalmente visibili nell’attività ordinaria delle nostre strutture ospedaliere. Certo non è ancora arrivato il momento di festeggiare, le Rianimazioni non sono ancora completamente libere e nei nostri pronto soccorso si presentano ancora pazienti ammalati per il coronavirus, ma finalmente siamo in grado di effettuare qualche timida apertura e siamo soprattutto in grado di riprogettare gli assetti futuri della nostra azienda».

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