Iveco a gonfie vele, boom di assunzioni : altri 50 contratti stabili e 400 interinali

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Sale da 68mila a 72mila il numero di furgoni da produrre nel 2021: attivato un terzo turno di notte. In più staff leasing per 60 e l’automazione di un reparto. Sindacati entusiasti. La Fiom: troppi precari

SUZZARAAumenta l’obiettivo di produzione dell’Iveco di Suzzara per il 2021: da 68mila a 72mila veicoli. E di conseguenza, esplode anche la domanda di lavoro. Per quest’anno sono previste 220 nuove assunzioni a tempo indeterminato (di cui 170 sono le stabilizzazioni di cui si era parlato in precedenza), e ben 400 nuovi posti a tempo determinato tramite contratto di somministrazione.

Non è tutto: sono all’orizzonte un investimento di 1,3 milioni per la formazione dei nuovi assunti, l’automazione del reparto sigillatura, l’istituzione di un terzo turno di lavoro notturno che produrrà tra i 50 e 60 veicoli. E per la prima volta viene introdotto per 60 lavoratori lo “staff leasing” o somministrazione lavoro a tempo indeterminato.

La grande richiesta del brand Iveco con una crescita del 12, 6% ha spiazzato il settore commerciale di CnhI. Numeri da capogiro mai sentiti né visti allo stabilimento Iveco di via Valletta e che sono stati confermati nell’incontro che si è svolto ieri da Vincenzo Retus, responsabile delle relazioni industriali che era accompagnato dalla dottoressa Isabella Macrelli. All’incontro erano presenti il direttore dello stabilimento Giorgio Ricci, il responsabile delle risorse umane Marco Romani con il vice Giacomo Iozzo e i rappresentanti di tutte le organizzazioni sindacali Fim Cisl, Uil, Uilm, Fismic, Aqcf, Ugl Metalmeccanici compresa la Fiom Cgil.

«Si è trattato di un aggiornamento a dir poco sorprendente – riferisce il segretario provinciale della Uilm Uil, Luciano Di Pardo – oggi siamo anche in una situazione diversa rispetto al tempo della trattativa con la cinese Faw. Iveco accrescerà il Pil di un Paese che si sta riprendendo. Le selezioni e relative assunzioni sono già in atto e continuano. L’azienda inoltre investirà 1, 3 milioni per la formazione lavoro. Verranno anche aumentati i servizi quali spogliatoi, mensa ecc. Altro importante investimento, l’automazione del reparto sigillatura».

Inoltre verrà istituito un terzo turno che produrrà circa 50-60 veicoli per notte e che partirà da ottobre: «È chiaro che tutto questo ha un carattere sperimentale perché non sappiamo con certezza quanto il numero di 72mila veicoli potrà restare stabile e ciò comporta un’attenzione alla stabilizzazione occupazionale. Si vuole evitare che ad un primo calo produttivo si debba ricorrere agli ammortizzatori sociali».

Unica voce fuori dal coro sindacale, quella della Fiom Cgil: «Bene ma non benissimo – dice Marco Massari segretario provinciale – .Aumentano i lavoratori a tempo indeterminato ma crescono anche i precari che passano dal 15% al 20 % della forza lavoro. E da 6 anni che diciamo che il 15% è già un dato troppo alto. Capisco che il precariato venga utilizzato per i picchi produttivi, ma questa percentuale ci preoccupa.

Massari è perplesso anche sull’introduzione dello “staff leasing” con cui le aziende possono integrare nell’organico aziendale nuovi lavoratori senza però doverli assumere: «Non è mai stato utilizzato prima, vigileremo sulla temporaneità di questo contratto affinché vada ad esaurirsi per il periodo in cui l’azienda lo ha voluto applicare per esigenze produttive». 

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