Maltrattò la sorella tetraplegica: condannata a due anni dal Tribunale di Mantova

© Stefano Saccani

Aggressione a colpi di scopa, calci e pugni: alla donna è stata riconosciuta la seminfermità mentale

ASOLA. Due anni e venti giorni di reclusione: è questa la pena inflitta ad A. L., 44 anni di Asola, finita a processo per maltrattamenti nei confronti della sorella. La sentenza è stata emessa il 13 maggio dal giudice le per le indagini preliminari Beatrice Bergamasco, dopo che una perizia aveva riconosciuto alla donna una seminfermità mentale. Quando avrà espiato la pena, sarà sottoposta a un anno di libertà vigilata.

La donna era difesa dall’avvocato Tommaso Truzzi. I fatti per i quali è stata condannata risalgono al 22 ottobre di un anno fa. Quel giorno aveva picchiato la sorella con il manico della scopa, l’aveva colpita con calci e pugni, strappandole i capelli e causandole numerose ecchimosi su tutto il corpo. Violenze aggravate dal fatto che la sorella non poteva difendersi perché tetraplegica. Ora è ospite di un centro specializzato.

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