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Mantova, accettate le richieste dei sindaci. Avanti con il raddoppio ferroviario

Rfi rifarà il progetto tenendo conto delle modifiche suggerite. Il commissario invita a restare nel budget

MANTOVA. Avanti tutta con il raddoppio ferroviario Mantova-Piadena senza aspettare un’autostrada, la Mantova-Cremona, che non si sa se arriverà mai. È questa la conclusione del vertice di venerdì 14 maggio  in Provincia tra Rfi, enti locali e commissario del raddoppio a cui ha partecipato anche il deputato di Italia Viva Matteo Colaninno, “padre” del doppio binario. Tutti soddisfatti al termine del vertice, parte in presenza e parte in videoconferenza, soprattutto i sindaci dell’asta che si sono visti accogliere tutte le proposte sulla viabilità da inserire nel nuovo progetto definitivo che Rfi, tramite la sua società Italferr, dovrà redigere.

Resta aperto il problema dei costi perché quelle modifiche volute per servire al meglio i territori non sono gratis. I tecnici di Rfi rifaranno i conti e presenteranno il nuovo quadro economico-finanziario dell’opera: a quel punto si deciderà cosa fare. Il commissario Chiara De Gregorio ha lasciato intendere che bisognerà rimanere dentro il budget iniziale di 490 milioni di euro ma, come hanno detto le parti politiche, la trattativa è aperta.


La Provincia, per bocca del portavoce del presidente Morselli, Nicola Siliprandi, nel sottolineare la soddisfazione delle parti dopo il vertice, si sofferma sull’autostrada Mantova-Cremona: «La Regione, a cui spetta la decisione su questa opera, non c’era e ci è dispiaciuto. Si va avanti con il raddoppio anche senza l’autostrada. Le istanze dei territori sono state accolte e le soluzioni viabilistiche sono le medesime previste dalla Mantova-Cremona. Il commissario ha il mandato di andare avanti a spron battuto. Il problema è il quadro finanziario, a cui si dovrà lavorare da subito: il commissario ci ha fatto capire che bisognerà rimanere entro i saldi già fissati».

Soddisfatto anche il sindaco di Bozzolo, Giuseppe Torchio che, come i suoi colleghi, si è visto riconoscere tutte le richieste. «Si va spediti verso il raddoppio – dice – servono i soldi per pagare le modifiche, ma è stato detto chiaro che sottopassi, sovrappassi e strade per eliminare i passaggi a livello e garantire migliori collegamenti dovranno essere a carico di chi, tra raddoppio e autostrada, arriverà prima.

A questo punto è chiaro chi sarà. Tutti siamo d’accordo nel non voler perdere l’unica opera inserita nel Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il problema saranno quei tre anni di chiusura della linea tra Mantova e Bozzolo, che costringerà il traffico merci a riversarsi sulla statale 10 Padana Inferiore, in condizioni disastrose. Considerando che lì c’è uno dei poli agroalimentari e siderurgici più importanti d’Italia, bisognerà garantire risorse per la sua riqualificazione». E conclude: «La nostra autostrada è il raddoppio. La Mantova-Cremona è sullo sfondo: se la Regione ha i soldi bene, altrimenti insisteremo con Rfi perché faccia i raccordi».

Colaninno, che ha riscontrato all’incontro un clima «molto positivo e costruttivo», si sofferma sui tempi. «Bisogna rispettarli per due ragioni: primo, per rendere meno impattante sul territorio i lavori sia per i cittadini che per le imprese; secondo, perché essendo inserita nel Pnrr, l’opera per usufruire dei fondi deve essere realizzata entro il 2026. Tutte le richieste dei sindaci sono state inserite nel progetto: è chiaro che ciò avrà impatti di natura economica che andranno affrontati nel quadro economico-finanziario da riformulare. In Rfi, però, ho notato una grande disponibilità e il commissario è stato molto chiaro e determinato. Insomma, il lavoro è partito e di questo devo ringraziare la Provincia».

Resta il problema dell’autostrada Mantova-Cremona: «È un problema secondario – dice il deputato renziano – il progetto terrà conto delle questioni di viabilità per armonizzarle con l’autostrada. Bisognerà capire se l’opera si farà o meno ma non deve diventare un ostacolo al raddoppio, opera strategica per il territorio».

Nel dibattito si inserisce la voce autorevole di Bruno Tabacci, sottosegretario alla presidenza del Consiglio: «L’assessore regionale Terzi ha detto che il Tibre non è prioritario. Anche il ponte sullo stretto di Messina non lo è, ma ci vuole capacità di visione. Il collegamento Tirreno-Brennero ha un senso o no? Il ponte ha un senso o no? Io penso di sì. Serve capacità di visione su un passaggio strategico come è il corridoio Tirreno-Brennero anche alla luce del futuro valico del Brennero. Dopodiché se la Mantova-Cremona si fa è positivo, ma quello è un raccordo interno, non è un corridoio intermodale come il Tibre».
 

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