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Calano i contagi, ora più studenti a scuola

Via libera del tavolo tecnico alle lezioni in presenza fino all’80% dei ragazzi. La prefettura: “Incontreremo le famiglie”. I sindacati preoccupati per settembre: “Garantire la copertura di tutte le cattedre”

MANTOVA. Via libera all’aumento della quota di studenti a scuola per seguire le lezioni in aula e non da casa. Il tavolo prefettizio ha preso atto della stabilizzazione del calo dei contagi in tutta la provincia e riconosciuto la possibilità di passare dall’attuale quota del 70% in vigore nelle superiori a quella del 75-80%. Questo, in concreto, si tradurrà nella possibilità di consentire a un numero maggiore di classi di frequentare la scuola in contemporanea.

Certo si tratta di un passo piccolo verso l’obiettivo da tutti auspicato della frequenza al cento per cento, avvenuto per di più a ormai poche settimane dalla chiusura dell’anno scolastico. Ma è un segnale che il tavolo tecnico (formato dai coordinatori dei due ambiti scolastici mantovani, dall’associazione delle scuole, dal Provveditorato, dall’agenzia regionale dei trasporti locali e da Apam) vuole mandare a studenti e famiglie anche in riferimento a settembre: il doppio turno è un disagio temporaneo, legato all’andamento della pandemia e non una prova generale per il futuro.

«Preso atto nell’occasione della sostanziale stabilizzazione in ambito provinciale della tendenza alla diminuzione dei nuovi casi di positività, pur con limitati cluster che hanno avuto riflessi anche sul mondo scolastico – spiega il comunicato emesso dall’ufficio stampa della prefettura – si è concordato che sia possibile un ampliamento della didattica in presenza fino al raggiungimento di una percentuale compresa tra il 75 e l’80% per gli istituti superiori di tutta la provincia che ne abbiano la possibilità, fermo restando il doppio turno di ingresso (e di uscita) per gli istituti del solo polo scolastico di Mantova».

Il documento non esprime date, ma pare chiaro che si affidi all’autonomia delle scuole su questo. Per quanto riguarda le superiori di città, il sistema di trasporti (per il quale vige sempre il limite di passeggeri pari al 50 per cento della capienza dei mezzi) può reggere il 75 per cento di ragazzi in presenza.

Il comunicato aggiunge che «sono state individuate le tratte ferroviarie per le quali sarebbe utile un rafforzamento del servizio così da armonizzarlo con l’assetto predisposto da Apam, per considerare con le società titolari la possibilità di corse aggiuntive su gomma». Anche in questo caso non vengono forniti dettagli, ma questi problemi riguardano soprattutto le scuole della provincia. Grossi disagi per gli studenti che utilizzano i treni sono stati segnalati – ad esempio – dal Greggiati di Ostiglia e Poggio. Il tavolo ha anche deciso di incontrare i genitori. «Preso atto del grande sforzo profuso dalle famiglie per assicurare agli studenti la frequenza delle lezioni – in Dad e in presenza – si è convenuto di invitare alla prossima riunione i presidenti dei consigli d’istituto per consentire loro di condividere le rispettive esperienze».

Intanto i sindacati di categoria di Cgil, Cisl, Uil e Snals, intervengono con un documento unitario per chiedere che «il prossimo anno scolastico inizi con gli organici adeguati al fabbisogno delle scuole: auspichiamo una soluzione seria di copertura delle cattedre scoperte». I sindacati chiedono anche una soluzione per il trasporto. «Non si possono scaricare su dirigenti, insegnanti, famiglie e studenti i problemi strutturali dell’organizzazione scolastica» dicono.

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