L’ex maresciallo di Asola sotto accusa per violenza sessuale sulla donna delle pulizie

© Stefano Saccani

Il carabiniere: «Chiacchierava ed era molto invadente, ma non l’ho manco sfiorata». Lei ribadisce: «Mi ha chiesto di baciarlo dopo avermi toccata»

ASOLA. «Continuava ad entrare in ufficio a chiacchierare, anche se le avevo detto che non doveva pulirlo. Era invadente, parlava, parlava. Ma non ho avuto nessun contatto con lei».

Luigi Sapio, il 36enne maresciallo dei carabinieri in servizio fino all’anno scorso ad Asola, il 17 maggio davanti al collegio dei giudici presieduto da Arianna Busato, ha cercato di smontare la ricostruzione dell’addetta alle pulizie della caserma che lo accusa di averla molestata in ufficio la sera del 16 agosto di tre anni fa.

Un’accusa di violenza sessuale, scattata dopo la denuncia presentata dalla giovane donna la settimana successiva all’episodio, che pesa come un macigno sull’ex sottufficiale dell’Arma, alle prese anche con un altro guaio giudiziario.

«Era la prima volta che gli parlavo, e dopo qualche chiacchiera in ufficio, mi ha toccato e quando mi sono divincolata per scappare, mi ha costretta a un bacio sulla guancia», queste le parole della giovane donna, pronunciate la sera stessa del fatto anche al marito.

Alla scena non avrebbe assistito nessun altro, perché a quell’ora, una decina di minuti prima delle 20, i carabinieri che avevano affollato gli uffici della caserma di Asola dopo una grossa operazione contro il caporalato, se n’erano già andati.

La sua parola contro quella del militare: «Ero nel mio ufficio con il maresciallo di Piubega e stavamo finendo di compilare gli atti dell’operazione, che aveva portato a sei arresti. Lei, dopo essere entrata senza bussare, ha cominciato a raccontare anche particolari della sua vita privata e a fare commenti sulle foto della mia famiglia. Ma non è successo nulla».

Sapio ha sottolineato più volte, stuzzicato dalle domande del suo difensore, l’avvocato Claudio Sgambato, che nel giardino della caserma su cui si affaccia la finestra dell’ufficio, c’era sua moglie, a cui sarebbe bastato alzare gli occhi per vederlo.

«Se non è vero niente, perché secondo lei questa donna l’accusa?» ha chiesto il Pm Donatella Pianezzi. «Non ho idea, forse ce l’ha con me per qualcosa che ha a che fare con suo marito, che fa il camionista. Ma io non lo ricordo».

«Non sono stato sempre nell’ufficio di Sapio, andavo e venivo. E alle 8 meno un quarto me ne sono andato» ha affermato il maresciallo di Piubega, Luigi Raucci. Nella prossima udienza, il 5 luglio, testimonierà la moglie di Sapio.

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