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Mantova, l’Arci Te Brunetti piange “Roger” il volontario tuttofare

Ruggero Ghirardi era l’anima del circolo di Te Brunetti. Dei Cas: «Una persona fantastica, ci mancherà molto»

MANTOVA. Era il “pilastro” del circolo Arci Te Brunetti, come gli rende omaggio il presidente del comitato provinciale Mirco Dei Cas. I postumi del Covid lo hanno abbattuto, ma la sua testimonianza di impegno e abnegazione per il prossimo rimarrà per sempre, come un monumento che resiste all’usura del tempo.

Ruggero Ghirardi, 65 anni, una vita da fabbro artigiano prima della pensione, si è spento ieri all’ospedale Carlo Poma dove era ricoverato da parecchio tempo: aveva battuto il virus (era negativo da circa un mese), ma non gli strascichi che lascia e che a poco a poco lo hanno sopraffatto. Ha lottato, ma non ce l’ha fatta, come tanti, troppi. A piangerlo oltre ai tre figli Emanuele, Luca e Barbara c’è tutta la comunità dell’Arci a cui ha dedicato una vita di impegno sociale.

Soprattutto, Ruggero, Roger per tutti, era il volontario che consentiva al circolo di Te Brunetti, storico ritrovo per il quartiere e non solo, di funzionare senza un gestore professionista. Si commuove Dei Cas quando ne ricorda la figura: «Era il pilastro dell’associazione oltre che una persona fantastica». In queste poche parole è racchiuso tutto il personaggio. Un volontario molto attivo Ruggero, in grado di garantire ore e ore di presenza al circolo e non solo: «Era una figura importante anche per il nostro comitato provinciale – afferma Dei Cas – sempre disponibile a collaborare e a sostenere la nostra Arci festa, l’appuntamento estivo organizzato da noi con l’aiuto di tutti i volontari».

Ruggero era innanzitutto l’anima del circolo di Te Brunetti, il volontario che con la sua dedizione e la sua passione «riusciva a tenerlo aperto - ricorda ancora il presidente provinciale – Faceva il barista ma non solo; era anche un ottimo manutentore. Insomma, aveva una visione fantastica nel gestire il tutto. Ci mancherà». Piange anche Stefano Giacomini, vicepresidente del circolo e amico fraterno da 50 anni: «Era con me nel direttivo ormai da due mandati – dice – e insieme facevamo andare avanti il circolo in autogestione. Lui era il motore, anzi la benzina che fa andare avanti il motore del circolo, una gran persona – aggiunge trasudando affetto da ogni parola – . Oltre che al circolo lavoravamo anche all’Arci festa provinciale. Lui era un trattore tanto trascinava tutti con il suo entusiasmo e la sua voglia di lavorare. La sua perdita è una botta». L’ultimo saluto sarà domani. Il feretro partirà dalle camere mortuarie dell’ospedale Poma e alle 10 sarà nella chiesa di San Luigi Gonzaga, il tempio del suo quartiere - Te Brunetti - dove abitava, per la messa. Poi la tumulazione nel cimitero di Angeli.

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