L’oasi sulle Colline Moreniche dove nascono gli Schapendoes

Annamaria Saggiorato per prima in Italia ha visto la bellezza di questa razza. Cane da pastore conosciuto da almeno un secolo nel nord dei Paesi Bassi

MONZAMBANO. La capostipite è Fantaghirò, una cucciola dal manto nero arrivata qui direttamente dall’Olanda: se anche in Italia si allevano Schapendoes, il merito è un po’ anche suo. Oltre che di Annamaria Saggiorato, che per prima in Italia ha visto la bellezza di questa razza, originaria dei Paesi Bassi e da noi ancora poco conosciuta. Annamaria e il marito gestiscono l’allevamento “Des uns e des autres” di Monzambano, nato negli anni Novanta come allevamento di pastori della Brie e pluripremiato a livello internazionale. Ma dal 2016, in quest’oasi sulle colline (c’è anche un agriturismo, il Novoi) nascono soltanto cuccioli di Schapendoes.

E qui, nel 2010, è nata ufficialmente anche la Società italiana amatori Schapendoes. Prima di introdurre in Italia la razza, hanno partecipato, come visitatori, a parecchi raduni: l’obiettivo era scegliere l’allevatore migliore. Poi ci sono voluti tre anni per avere la prima femmina, Fantaghirò Flairamy’s (dal nome dell’allevamento). La pazienza, però, è stata ripagata: «Oggi sono orgogliosa, perché in quasi tutti i pedigree europei ci sono cani del nostro allevamento».

Annamaria Saggiorato, grazie alle sue scelte di allevamento, è riuscita a fissare caratteristiche del cane molto distinguibili: «Su qualsiasi ring, i nostri cani si riconoscono. Per esempio, grazie alla loro testa importante o alla qualità del pelo». Gli Schapendoes di Monzambano riscuotono molto successo tra gli appassionati della razza, in Europa (Francia, Svizzera, Germania, Polonia, persino Olanda, la nazione madre) e non soltanto: ci sono cuccioli dell’allevamento anche in Canada e negli Stati Uniti. Gli acquirenti, il più delle volte, sono altri allevamenti specifici di razza, e sempre selezionati. «Io ricordo per nome ogni singolo cucciolo che ho fatto nascere qui, in casa e non nei box - racconta Annamaria - Prima di affrontare una cucciolata faccio una lista d’attesa di persone interessate, che voglio conoscere prima. Non sono una commerciante di cani e non cedo i miei cani con superficialità: voglio essere sicura che i futuri proprietari se ne prenderanno cura con responsabilità». In azienda adesso i cani sono dodici: due pastori maremmani e dieci Schapendoes, ma sono soltanto tre le cagnoline ancora in età da cuccioli. Molto rigide le regole di casa per il primo parto: «Non fanno cuccioli prima dei tre anni e glieli faccio fare un anno sì e un anno no».

Ancora poche le richieste in Italia, dove anche nella scelta del cane si bada molto spesso alla moda più che alle caratteristiche del nuovo amico che entrerà in famiglia. Peccato, perché questi cani dal look arruffato che ispira simpatia immediata hanno fama di essere vivaci e coraggiosi, fedeli e gentili. Eccellenti compagno di vita, sono amici dei bambini e perfetti anche per i padroni più sportivi. Lontane nel tempo le origini della razza: cane da pastore, è conosciuto da almeno un secolo nel nord dei Paesi Bassi, soprattutto nella provincia di Drenthe, una regione coperta di brughiera e ricca di acquitrini, dove l’unica attività agricola consentita dal terreno prima delle bonifiche era la pastorizia. È probabile, tuttavia, che le sue origini siano molto più antiche. Se ancora adesso è possibile godere della sua compagnia lo si deve, però, a un appassionato cinofilo che, durante la seconda Guerra mondiale, raccolse gli ultimi esemplari e li fece riprodurre.

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