Tre strade della provincia di Mantova passano all’Anas. E le manutenzioni? Saranno più difficili

Palazzo di Bagno: «In estate possibili solo le asfaltature. Per interventi strutturali bisognerà aspettare 4 o 5 anni»

MANTOVA. Dal 3 maggio scorso la Provincia si è alleggerita di 76 chilometri di rete stradale, passati in gestione ad Anas, il cui socio unico è il gruppo Ferrovie dello Stato. Si tratta del segmento della Padana Inferiore, che va da Castel d’Ario a Bozzolo, dal confine con il Veneto a quello con la provincia di Cremona (47,577 chilometri), dell’Asolana, 21 chilometri e 246 metri che attraversano il Mantovano dai confini con Brescia a quelli con Cremona e della Castelnuovo, il breve tratto di 7 chilometri 396 metri che attraversa il Viadanese dall’Emilia. Queste arterie sono state dichiarate di interesse nazionale l’anno scorso con un decreto del ministero delle infrastrutture che aveva recepito a metà un vecchio accordo del 2017 con la Regione Lombardia, poi saltato.

Dai primi di maggio, dunque, la manutenzione di quei 76 chilometri di strade, che presentano molti problemi e che da tempo attendono un massiccio intervento, sono passati allo Stato. Sulle spalle della Provincia restano più di mille chilometri, già penalizzati dalla cronica carenza di risorse dell’ente di via Principe Amedeo. A questo punto, cosa cambia per il cittadino con l’Anas, che già gestisce il tratto mantovano della statale Abetone?

«Nulla» fa sapere la Provincia, anche se l’impressione è che ci saranno difficoltà di rapporti diretti con l’azienda nazionale per le strade dato che si dovrà fare riferimento a Milano e non più a Mantova: non solo sarà più complicato segnalare, da parte dell’utente, eventuali problemi del fondo stradale, ma sarà anche meno rapida la capacità di risposta con i lavori da parte di Anas. Palazzo Di Bagno vede, invece, il bicchiere mezzo pieno: «Questa estate saranno eseguiti da Anas lavori di bitumatura che al momento è l’unico intervento possibile, stando all’allocazione delle risorse e alle pianificazioni dell’azienda. Al momento, la previsione più ottimistica è di vedere un intervento strutturale in un arco di 4-5 anni», a meno che iniziative come quella presa per l’Asolana con la Provincia di Brescia e alcuni sindaci per sollecitare lavori urgenti, non colgano l’obiettivo aprendo orizzonti insperati per le altre due arterie.

Negli ultimi tre anni su quelle tre strade la Provincia è intervenuta solo per le cosiddette bitumature, il ripristino di buche, ma non per interventi strutturali. Insomma, per la manutenzione delle tre arterie è stato speso meno del dovuto, non per colpa della Provincia che ha dovuto dare priorità ad altre strade visto il ritardo con cui si procedeva alla “ristatalizzazione”.

Ora toccherà all’Anas, ma ancora non si sa quante risorse sia disposta a mettere. «Abbiamo stabilito con Anas un nuovo piano di confronto – dice il presidente Beniamino Morselli – si è resa disponibile a fissare un incontro per un aggiornamento». Da lì si capirà le sue intenzioni. Soprattutto nell’eventualità che salti l’autostrada Mantova-Cremona e sia necessario mettere mano alla Padana Inferiore, riqualificandola, per garantire un collegamento veloce con Milano.

Non è possibile sapere quante risorse risparmierà all’anno Palazzo di Bagno con le tre strade non più a suo carico. La struttura finanziaria tenuta in questi ultimi anni dall’ente dopo la riforma Delrio impedisce il calcolo. In linea di massima, si può dire che nel fondo per la manutenzione stradale sono stati messi pochissimi soldi di base (dai 3 ai 5 milioni all’anno), a cui si sono aggiunte risorse straordinarie, come la vendita delle azioni della A22, o quelle stanziate dai piani regionali e nazionali. Sempre pochi se è vero che il presidente Morselli, di recente di fronte agli Stati Generali, ha affermato che per tenere in piena efficienza le strade provinciali servirebbero almeno quindici milioni di euro all’anno.

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