Mantova, pluripregiudicato espulso e rimpatriato

A suo carico un lungo elenco di precedenti: rapine, furti, violenze e ricettazioni. Il questore dispone anche cinque decreti di allontanamento e ventitré revoche di permessi di soggiorno

MANTOVA. È di cinque decreti di allontanamento dal territorio nazionale, nei confronti di altrettanti cittadini extracomunitari presenti illegalmente nel nostro Paese, e di ventitré revoche di permesso di soggiorno il bilancio di un complessa operazione di polizia, disposta dal questore Paolo Sartori per prevenire e reprimere «tutte quelle forme di illegalità che mettono a repentaglio la civile convivenza». Di effettuare i controlli è stato incaricato l’ufficio Immigrazione della Questura.

A completare il quadro, il decreto d’accompagnamento immediato alla frontiera emesso per un cittadino romeno di 36 anni, con un lungo elenco di precedenti penali. Tra gli altri: rapina aggravata, furto aggravato, furto in abitazione, lesioni personali, resistenza a pubblico ufficiale, violenza privata aggravata, ricettazione e danneggiamento di informazioni dati e programmi informatici. Irregolare, l’uomo, perché rientrato in Italia prima del termine di un provvedimento di divieto di ingresso nel nostro Paese e colpito da decreto di espulsione.

Nella mattinata del 20 maggio, il 36enne è stato quindi scortato all’aeroporto di Orio al Serio (Bergamo) e imbarcato su un volo per Bucarest.

«Dopo mesi di difficoltà organizzative dovute alla sospensione dei collegamenti aerei con la gran parte dei paesi stranieri, oggi è stato possibile riprendere in via ordinaria le operazioni di rimpatrio con accompagnamento verso i paesi di provenienza di soggetti stranieri pericolosi, con a proprio carico precedenti penali ovvero di polizia – evidenzia il questore Sartori – Queste operazioni straordinarie di controllo del territorio sono finalizzate a prevenire che determinate aree urbane, più di altre potenzialmente inclini a divenire luoghi di degrado, possano rappresentare ritrovo abituale di individui dediti alla commissione di reati, spesso privi del necessario titolo per soggiornare in Italia, e ad evitare che costoro, con i loro comportamenti, possano generare un grave allarme sociale e compromettere la civile convivenza».

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