Il nuovo comitato anti-depuratore: «Bisogna potenziare quello di Peschiera»

vin.brun@gmail.com

Sabato 22 maggio la prima uscita del Ci.T.A.Lo: «Le strutture gardesane già presenti bastano, vanno solo ammodernate»

ESENTA DI LONATO (Brescia). La prima uscita pubblica del neonato comitato Ci.T.A.Lo, e cioè Comitato Tutela Ambiente Lonato, convocata per ieri alle 15 davanti alla chiesa della frazione, dove si vorrebbe costruire il nuovo depuratore del Garda, segna una prima convergenza: tutte le persone presenti, dai promotori alla Federazione del Chiese, passando per i pochi mantovani presenti (si contano praticamente a fatica su due mani), concordano nel sostenere che la soluzione di potenziare l'attuale depuratore di Peschiera sia quella più economica, meno impattante e che permette di non dividere le comunità.

Per la parte mantovana, oltre alla presenza della minoranza castiglionese con Caristia, dell'ex consigliere provinciale Franco Tiana, del referente dei Socialisti Sergio Beschi, e di pochi militanti ambientalisti, ha parlato Giovanni Battista Ruzzenenti, ex sindaco di Medole e ora nelle file della minoranza. «Ero un sindaco mantovano nella Comunità del Garda quando si è iniziato a parlare del progetto. Le mie rimostranze sono state fatte all'on. Gelmini: le acque, depurate in modo corretto, devono tornare nel lago. La cosa più giusta per questa situazione, dato che da tempo me ne occupo e l'ho studiata, la riassumerei così: proporzionalità ed equità. Questi tre bacini - Garda, Idro e quello dell'Alto e Medio Mantovano, sono diversi pur se collegati, ma è chiaro che non hanno la stessa potenza. Il bacino del lago di Garda è enormemente più potente rispetto agli altri due. Non è questione di "no nel mio giardino", ma serve ragionare con proporzionalità ed equità. Il bacino più grande deve essere autonomo, di conseguenza le strutture gardesane già presenti, sistemate e ammodernate, bastano».

Ruzzenenti fa chiaro riferimento al progetto che è stato illustrato da Gianluca Bordiga (presidente della Federazione delle associazioni bresciane amiche del chiese) e che prevede «una terza condotta sotto il Garda, e la sistemazione e l'ampliamento di Peschiera; progetto che verrebbe a costare 63 milioni di euro contro i 230. Nessuno, ad oggi, ha smentito il nostro studio. Per questo chiederemo martedì al consiglio comunale di Lonato - e anche alle altre associazioni ed enti - di formare la nostra proposta». A spiegare il progetto di Esenta nel dettaglio è stato Giovanni Contiero, militante del comitato: «Otto ettari di impianto, in piena campagna al confine con Castiglione, con tubi che passeranno accanto all'abbazia di Maguzzano, e che prevede anche un maxi impianto di biogas per lavorare i fanghi. Il problema è che ancora non si sa quale sia il ricettore dove gettare le acque che usciranno da questa opera».

Il neonato comitato è diretto da Daniele Zeni che ha ricordato: «Il nostro intento è affrontare alcune questioni ambientali di questo territorio, non ultimo il depuratore. Siamo orgogliosi di essere partiti con questa iniziativa e, ora, il Comune verrà qui, martedì sera, per una seduta di consiglio comunale. Il nostro obiettivo, a differenza di altre realtà, non è solo locale. Entriamo nel merito del progetto e sposiamo la soluzione della Federazione che prevede, dunque, né Esenta, né Gavardo e né Montichiari, né nessuna altro sito periferico per la costruzione del depuratore. Per noi serve potenziare Peschiera, contestando, a monte, quell'accordo fatto fra le Regioni Lombardia e Veneto che prevede la divisione dei depuratori».

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