Per aziende e privati il terremoto del 2012 nel Mantovano è alle spalle, il settore pubblico arranca

Nella nostra provincia restano 500 cantieri ancora aperti sui 2.600 edifici colpiti. Oltre 900 milioni investiti. Necessari altri 5-6 anni di lavori

MANTOVA. Le ferite inferte dal terremoto del maggio-giugno 2012 stanno per rimarginarsi. Nel settore privato, aziende e case, la ricostruzione, a nove anni dalle scosse, è pressoché completata. Il settore pubblico, partito dopo per dare priorità alla ripresa delle attività produttive e al rientro nelle abitazioni degli sfollati, è invece in ritardo. Una doppia velocità che rende necessario prolungare ancora il termine dell’emergenza, oggi stabilito a fine anno. Ma se la coda degli interventi si prolungherà ancora 5-6 anni, nel complesso la Lombardia, come prima di lei il Friuli, ha mostrato che a dieci anni da un dramma capace di atterrare l’economia e prostrare gli abitanti di un intero territorio, si può rialzare la testa.

I numeri di partenza erano notevoli. Circa 400 gli edifici i cui danni sono stati individuati nei primi giorni dell’emergenza. Altri 2.200 che si sono aggiunti dopo le verifiche tecniche. Ad oggi restano solo 502 pratiche aperte: 421 interventi finanziati da completare, molti dei quali hanno già i cantieri chiusi, ma le pratiche ancora aperte e 81 ancora in istruttoria, cioè ancora da verificare.

A nove anni dal sisma, il bilancio puntuale è fatto dalla struttura regionale post emergenza guidata da Roberto Cerretti. Nei 42 comuni mantovani interessati dalle scosse e dove i danni sono stati stimati a circa un miliardo di euro oltre 900 milioni sono stati risarciti e due terzi già erogati mettendo in pratica il principio di non lasciar scoperto nessuno.

Attività produttive

Sono le attività produttive che corrono più veloci per tagliare il traguardo del completamento. Tutte e 638 le richieste sono state esaminate e finanziate e il 94% dei cantieri si è ormai chiuso. Entro il prossimo anno si metterà fine anche ai 37 interventi tutt’ora in corso.

Abitazioni

Ormai sono rientrati nelle case quasi tutti i 1.200 sfollati. Anche qui l’istruttoria sulle pratiche è ormai terminata (il 99% delle pratiche è stato esaminato e ne restano solo 7 in istruttoria) e in corso ci sono 273 interventi su quasi 1.500, il 28%. Qui il completamento è stimato al 2026.

Edifici pubblici

Qui il ritardo è evidente rispetto al settore privato. Solo un intervento su tre è completato e una quarantina di progetti deve ancora essere esaminata mentre per 59 sono in corso ancora i lavori. I cantieri potrebbero protrarsi per scuole, palestre, municipi sino al 2028, anche se il termine si pensa sarà anticipato.

Centri storici

Stesso discorso per la sistemazione dei centri storici, grazie ad una disponibilità finanziaria emersa successivamente. Dei 43 interventi ammessi nemmeno la metà, 21, è finanziata e solo 3 (il 18%) è terminata.

Edifici storico artistici

Anche qui la lista è arrivata successivamente, attraverso una segnalazione della Soprintendenza, che ha aggiunto 19 siti a quelli già censiti come danneggiati. L’iter tardivo si riflette sulla partenza dei cantieri. Solo uno sui 19 ammissibili è stato completato. Il termine stimato è sempre il 2028, salvo accelerazione.

Chiese

Va meglio, invece, il capitolo dei luoghi di culto, che ha potuto beneficiare di un accordo specifico fra Regione e Diocesi di Mantova. Su 54 progetti, 49 sono già stati ammessi e finanziati (91%) e il 30% è anche terminato. Solo 5 i progetti che attendono la validazione. La stima è quella di procedere ancora 5 anni, terminando nel 2026.

Cosa è stato fatto

La ricostruzione ha riguardato 2.600 fra edifici privati e pubblici. In nove anni, 15 dei 42 comuni coinvolti hanno visto completate tutte le opere. Sono state chiuse 2.240 istruttorie: la totalità di quelle sulle attività produttive e il 99% di quelle sulla abitazioni private. La quasi totalità dei 1.200 sfollati è rientrata al proprio domicilio.

Cosa resta da fare

Ci sono ancora 81 pratiche in istruttoria di cui 55 pubblici e 26 privati; nei primi rientrano 10 opere pubbliche, 16 centri storici, 6 beni artistico-culturali, 23 interventi ad Avviso Pubblico; per gli interventi privati 7 riguardano abitazioni civili, 3 le imprese, 5 chiese, 6 centri storici, 4 beni artistico-culturali, 1 onlus. A queste si aggiungono 421 interventi finanziati, ma non completati. La maggior parte di questi sono cantieri ad abitazioni private dove le opere sono concluse, ma la rendicontazione finale è rimasta aperta.

Le richieste aperte

La Regione ha chiesto al Governo di prorogare lo stato di emergenza di un anno a fine 2022 e poi che il Parlamento promulghi una legge sul post emergenza per sveltire le pratiche aperte.

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