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Infermieri e farmacisti presto vaccinatori. Figliuolo: «Più territorio, meno maxi hub»

Guandalini (Opi): «Bene il giusto riconoscimento alla nostra categoria». Cavarocchi (Federfarma): «Noi siamo pronti da tempo»

MANTOVA. «Arrivare al pieno coinvolgimento di medici, farmacisti e operatori sanitari con l'obiettivo di passare da una fase centralizzata delle vaccinazioni, effettuate prevalentemente nei grandi Hub vaccinali, ad una nuova fase delocalizzata, ovvero più disegnata sul territorio e vicina ai cittadini che, in caso di bisogno e per completare l'immunizzazione delle categorie più fragili, potranno essere raggiunti direttamente al proprio domicilio». Sono queste le nuove linee guida del commissario straordinario Francesco Paolo Figliuolo alle Regioni. Tradotto significa coinvolgere infermieri e farmacisti. Il ministero della Salute, le Regioni e la Federazione nazionale ordini professioni infermieristiche (Fnopi) hanno infatti sottoscritto un protocollo d'intesa che prevede che gli infermieri svolgano, con adozione di un adeguato triage prevaccinale, il servizio di vaccinazione al domicilio dei soggetti che hanno difficoltà a muoversi per raggiungere i siti vaccinali anche in assenza del medico che però prima ha stilato anamnesi e vaccino da somministrare.

Soddisfatto il presidente provinciale dell’ordine delle professioni infermieristiche Andrea Guandalini: «Ora l’accordo dovrà essere definito a livello regionale e tutto declinato a livello regionale. Saluto con favore questa nuova possibilità che viene riconosciuta agli infermieri anche, in deroga, a coloro che svolgono funzioni in esclusiva nel servizio sanitario nazionale».

Il nuovo volto della campagna vaccinale di Figliolo prevede anche il coinvolgimento dei farmacisti.

Marco Cavarocchi, presidente provinciale di Federfarma, precisa: «Noi siamo pronti a partire, aspettiamo solo il via libera della Regione in base agli approvvigionamenti che arriveranno a Mantova su indicazione commissariale. Ancora però non sappiamo quando potremo partire con le somministrazioni, pare stiano organizzando la logistica per aprire depositi in ogni regione . Per la Lombardia dovrebbe essere l’Ats di Bergamo».

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