Contenuto riservato agli abbonati

Ballarini non rinuncia alle radici mantovane: la produzione è tutta qui

L’azienda leader nelle pentole anti-aderenti fa parte del gruppo Zwilling dal 2015. Il 2021 promette bene: vincente la prenotazione delle materie prime

RIVAROLO MANTOVANO. La cinquecentesca porta Mantova che, con le sue torri, rende unico il logo di Ballarini, è a due passi dai cancelli della sede. L’azienda di Rivarolo Mantovano leader nella produzione di pentole antiaderenti, alle sue origini non rinuncia, anche se dal 2015 fa parte del gruppo internazionale Zwilling. E, proprio qui alle porte del paese, ha mantenuto l’intera produzione, che adesso, però, fa il giro del mondo anche grazie a sedici filiali.

L’AZIENDA OGGI

Nel 2020, nonostante le difficoltà, la corsa non si è fermata. «Il 2020 è stato per tutti noi un’esperienza impegnativa, perché abbiamo dovuto gestire una situazione fuori dall’ordinario. Ma ci siamo riusciti al meglio», racconta Luca Miglioranzi, amministratore delegato e direttore commmerciale e marketing di Zwilling Ballarini Italia. Per la prima volta la fabbrica ha dovuto chiudere: operai a casa e impiegati al lavoro da remoto.

«Siamo partiti subito in smart working e abbiamo scelto di mettere le mamme, per prime, nelle condizioni di poter lavorare da casa – aggiunge Carlo Schiavini, amministratore delegato e direttore tecnico – Abbiamo subito acquistato le mascherine e ci siamo dotati di un protocollo di sicurezza straordinario. Oggi siamo soddisfatti: meno del 10% della forza lavoro si è ammalata di Covid-19, e senza casi gravi».

Anche dal punto di vista economico, la prontezza ha pagato: «All’inizio, con tutti i negozi chiusi e la nostra categoria merceologica considerata non essenziale, è stato difficile – spiega Miglioranzi – Le stime erano molto preoccupanti. Ma da giugno c’è stata una reazione orgogliosa da parte di tutti, che ci ha portato a chiudere in linea con gli obiettivi pre-Covid».

A livello di gruppo, per i beni di largo consumo Zwilling ha registrato, proprio nel 2020, il grado di espansione più importante della sua storia: 740 milioni di euro il valore record delle vendite, con una crescita del 16%.

«Il grosso di questa crescita – racconta Monica Moruzzi, amministratore delegato e direttore finanziario di Zwilling Ballarini Italia – è stato portato soprattutto dal business online e principalmente dalle vendite multicanale negli Usa, che anche per Ballarini sono stati il mercato in maggiore espansione nel 2020».

Nel nuovo modello multi-canale i rivenditori specializzati possono offrire l'intera gamma Zwilling, utilizzare contenuti digitali e collegarsi alla logistica Zwilling tramite un'interfaccia online. Il consumatore rimane un cliente del rivenditore ma viene fornito direttamente dal magazzino Zwilling in nome e per conto del rivenditore. Un modello vincente che, dopo il debutto americano, sarà replicato in tutto il mondo. Anche in Italia.

Il 2021 è partito e promette bene. E tra le premesse che inducono all’ottimismo c’è un diverso atteggiamento dei consumatori: prima del lockdown si tendeva a cucinare soltanto la sera, di solito qualcosa di veloce, e per questo mancava la consapevolezza di quanto fosse importante la qualità degli attrezzi. Cucinando almeno due volte al giorno, molti se ne sono accorti.

Come per tutte le aziende manifatturiere, anche Ballarini sta facendo i conti con la difficoltà di reperire materie prime e componenti, ma «le scelte vincenti fatte lo scorso anno, soprattutto nella prenotazioni delle materie prime – spiega Schiavini – ci porta a soffrire un po’ meno». E a poter concentrare le energie altrove.

Per esempio negli investimenti: il più recente è una pressa per la forgiatura da 5mila tonnellate, mentre nel 2019 è stato installato un pannello fotovoltaico che soddisfa il 10% del fabbisogno interno di energia elettrica. «Investiamo il 5/6% delle vendite in capitali», aggiunge Schiavini. E poiché la sostenibilità ambientale è uno dei temi che stanno più a cuore all’azienda, tra i prossimi investimenti ci sarà, con ogni probabilità, un potenziamento dell’impianto fotovoltaico e un intervento sull’illuminazione, che passerà ai led.

Nel futuro l’obiettivo di inserirsi in tutti i mercati più importanti con progetti sartoriali condivisi con i singoli Paesi, per consolidare una presenza già capillare che vede tra le prime piazze Stati Uniti, Germania, Belgio, Canada, Giappone e Cina.

E, guardando avanti, anche nuove assunzioni per fare crescere la squadra di 284 dipendenti (le donne sono 119 e molte in posizioni manageriali). «Cerchiamo talenti – conclude Moruzzi – sia profili junior sia con esperienza».

LA STORIA: IN PRINCIPIO FU LA VOLIERA DEL 1889

È una voliera dalle forme eleganti il primo oggetto che può vantare la firma Ballarini. È il 1889 e Paolo Ballarini, il fondatore, quella gabbia per uccelli la costruisce interamente a mano. Da qui prende il volo l’attività dell’azienda di Rivarolo Mantovano, che più di 130 dopo continua a produrre alle porte del paese, pur facendo parte di un gruppo internazionale.

Dopo quegli esordi, Ballarini comincia a realizzare prodotti per la cucina in lamiera, rivestita e stagnata. Agli inizi del 1900, il fondatore affida la gestione al figlio Angelo, e con lui arrivano altri prodotti ancora: tra i tanti le caffettiere in stile napoletano, le padelle per friggere, le grattugie e gli scaldapiedi.

Già nel 1931 il catalogo comprende più di duemila referenze tra stoviglie, pentolame e altri articoli. La produzione è a Rivarolo, e li rimarrà sempre, a un tiro di schioppo dall’ingresso cinquecentesco con le torri merlate, che nel 1941 diventano il simbolo dell’azienda.

La prima scelta strategica arriva negli anni Sessanta, quando la Ballarini decide di dirottare tutta la produzione su padelle e altri utensili antiaderenti. Comincia a produrli nel 1967: per l’epoca sono un’innovazione senza precedenti. Nel 1973 un altro bel balzo in avanti: entra in funzione il primo impianto di grande portata per l'applicazione dei rivestimenti.

Grazie a questa maggiore capacità produttiva, l’azienda ha la possibilità di lanciare i propri prodotti sui mercati internazionali. Negli anni Ottanta, il settore dei casalinghi conosce una forte espansione. Lo stabilimento si adegua ai nuovi bisogni del mercato, introducendo, per esempio, un impianto ad hoc per trattare le superfici esterne delle pentole.

Altro investimento importante negli anni Novanta, quando viene introdotta una tecnologia che consente di rivestire l'esterno delle pentole in smalto vetroso: è un materiale resistente e duraturo, molto richiesto in Germania e in Francia.

Nel 2004 un ulteriore step: il dispositivo brevettato Thermopoint. Integrato sul manico, consente di ottenere risultati di cottura ottimali e, al tempo stesso, di risparmiare energia. Nel 2015, Ballarini entra a far parte del gruppo tedesco Zwilling. L’identità del marchio rimane, e le padelle si fanno ancora a Rivarolo, ma si allarga l’orizzonte dei mercati.

A quelli storici di riferimento, l’Italia e la Germania, si aggiungono Paesi lontani come Cina, Giappone e Canada. E in Italia la Zwlling Ballarini Italia commercializza anche i prodotti degli altri marchi del gruppo: gli utensili in ghisa Staub, la coltelleria giapponese Miyabi, le pentole in acciaio multi-strato Demeyere e i piccoli elettrodomestici e la coltelleria d’alta gamma della Zwilling.

Per soddisfare le esigenze di alcuni mercati, oltre alla ricerca continua, c’è voluto anche un approccio sartoriale alla produzione, possibile nonostante i processi quasi completamente automatizzati.

È il caso degli Usa: «Abbiamo dovuto adeguarci alle dimensioni delle loro pentole, più grandi rispetto ai nostri standard – racconta Carlo Schiavini, amministratore delegato e direttore tecnico – E mentre prima producevamo più padelle con i manici avvitati, ora è cresciuta esponenzialmente la produzione del manico chiodato, dominante negli Usa».

Per la Cina, invece, mercato nel quale Zwilling Ballarini Italia è posizionato in una fascia molto alta, l’azienda ha sviluppato una linee di padelle antiaderenti d’alta gamma destinata ai clienti più esigenti.

LA STRATEGIA: MIGLIORARE ANCORA

Green ante litteram. L’attenzione all’ambiente, alla Ballarini, l’hanno sempre avuta, e l’ingresso nel gruppo Zwilling non ha fatto altro che assecondare, se non rafforzare la tendenza. «È nel Dna dell’azienda da sempre – racconta Carlo Schiavini, amministratore delegato e direttore tecnico – e siamo tra le poche realtà del settore ad aver ottenuto, nel 2004, la certificazione del sistema di gestione ambientale (ISO 14001, ndr)».

Ai risultati, che comunica attraverso il marchio Love for Planet (declinato per i social con l’hashtag #ballariniloveforplanet), l’azienda è arrivata mettendo insieme un mix di soluzioni concrete. Esempi? L’energia elettrica necessaria allo stabilimento è in parte (per circa il 10%) auto-prodotta: proviene da un impianto fotovoltaico, installato nel 2019 sopra i tetti, in grado di produrre circa 1 milione di kilowattora e di ridurre le emissioni di CO2 di 500 tonnellate all’anno.

Sono stati installati, poi, dei contatori per misurare e ottimizzare il consumo di energia elettrica, oltre che di gas, sia delle singole macchine sia delle linee di produzione dello stabilimento. Parte dell’energia termica della produzione viene impiegata, invece, per riscaldare gli ambienti di lavoro. In questo modo si risparmiano 17mila metri cubi di gas per ogni stagione termica. Spreco zero anche per gli scarti di lavorazione dell’alluminio: gli sfridi vengono recuperati, portati in fonderia e reintrodotti nel ciclo di produzione.

A base d’acqua il rivestimento interno delle padelle e delle pentole antiaderenti. Il prodotto in eccesso derivato non solo dall’applicazione interna ma anche dalla colorazione esterna degli utensili, viene captato da sistemi a velo d’acqua e le acque utilizzate vengono depurate e reintrodotte nel ciclo produttivo.

Tra gli ultimi progetti c’è anche un lavoro sul confezionamento dei prodotti. I packaging sono realizzati con materiali riciclati e riciclabili e, grazie a un risparmio annuo di carta di circa 60 tonnellate che si realizzerà entro il 2025, l’azienda nel 2019 è stata premiata da Conai.

LO SBARCO NEI TALENT

Fanno venire voglia di spadellare, arrostire e friggere anche ai profani. A quelli che, prima, nemmeno un uovo al tegamino. Le trasmissioni di cucina ormai da tempo spopolano, e le padelle di chef e concorrenti degli show più amati dal pubblico sono spesso firmate Ballarini.

«Da anni abbiamo un ottimo rapporto con Antonella Clerici – racconta uno degli amministratori delegati di Zwilling Ballarini Italia, Luca Miglioranzi –  È cominciato con la “Prova del cuoco” e ora prosegue con “È sempre mezzogiorno”. Da poco è nata anche una collaborazione con “Cortesie in famiglia” e con “Riaccendiamo i fuochi” di Francesco Panella».

Copyright 2021 Nicola Saccani, all rights reserved

Pentole Ballarini pure in “Cucine da incubo” e per “Masterchef”: la presenza del marchio di Rivarolo è confermata anche per l’edizione numero undici del celebre talent per aspiranti cuochi, che dovrebbe partire a dicembre. E i concorrenti del programma di Sky avranno un’arma in più: potranno contare sui coltelli Zwilling.

«La presenza all’interno dei programmai televisivi ci ha aiutato a creare contatti con chef importanti, che provano l’attrezzatura da cucina durante le riprese e ne percepisco immediatamente la qualità – prosegue Miglioranzi – Ora spesso sono gli stessi chef che chiedono di usare le nostre padelle».

Il lancio di strumenti di cottura professionali è il più recente: «Siamo presenti su tutti i fronti: dal dettaglio qualificato all’ingrosso, dall’online ai negozi di proprietà. Quando siamo partiti con la linea professionale ci siamo affacciati su un mercato finora non approfondito dall’azienda, ma ci siamo presentati con forza, grazie all’autorevolezza che ci contraddistingue».