Mantova, Arpa frena sul restauro della villa liberty. «Cambieremo sede»

Il sovrintendente Barucca risollecita i lavori: le facciate sono a rischio

MANTOVA. «È andata bene» dice il sovrintendente Gabriele Barucca all’indomani del sopralluogo nella sede dell’Arpa in viale Risorgimento, nella villa liberty che ospita l’Agenzia regionale per la protezione ambientale fin dalla sua nascita, nel 1999. Era, questa, la visita che Barucca aveva programmato per rendersi conto di persona dello stato di conservazione di un edificio di interesse storico, manifesto di quello stile eclettico che nei primi due decenni del secolo scorso ha ispirato architetti e ingegneri per rendere più belle le città, ma che il trascorrere del tempo ha inesorabilmente danneggiato. L’impegno del sovrintendente è di salvare questi palazzi figli di un’arte considerata minore ma che così non è.

La sede dell’Arpa, costruita tra il 1919 e il 1921, di proprietà della Regione, è uno di quegli edifici che più necessita di restauro. Per sensibilizzare la proprietà a intervenire il sovrintendente ha stretto una serie di relazioni con l’Arpa sfociata nel sopralluogo di lunedì dopo quello del suo funzionario Giulia Bressan e vari incontri via Skype.

«Ho visto tutto – dice Barucca – all’interno non ci sono grossi problemi, anche se le stanze sono state molto manomesse per adattarle all’uso ufficio. Servono, invece, interventi sulle facciate: gli intonaci graffiti, molto delicati, sono deteriorati e il loro degrado avanza velocemente. Ora c’è da capire quanto Arpa e la Regione potranno investire. Lavoreremo insieme per trovare una soluzione che consenta la manutenzione. I tempi? Non ne abbiamo concordato, ci rivedremo». Già come avvenuto nei precedenti abboccamenti, anche in questa occasione Arpa ha dimostrato disponibilità a intervenire, ma senza fretta.

Anche martedì 25 maggio  da Milano hanno fatto sapere che il restauro della sede non è una priorità e che con il sovrintendente ci si dovrà rivedere per condividere il verbale di sopralluogo. È poi emerso un fatto che mette un punto di domanda sui lavori di manutenzione. Arpa sta pensando di trasferirsi, di lasciare la sede di viale Risorgimento per un’altra più confortevole e meno dispendiosa. L’intenzione è stata manifestata anche al sovrintendente che ne ha preso atto, pur insistendo sulla necessità di far partire un programma di manutenzione. Dell’Arpa con le valigie in mano si parla da anni.

L’ultima volta quattro anni fa quando l’allora giunta regionale guidata da Roberto Maroni diede il via libera al progetto per la ristrutturazione di palazzo Nuvolara, in corso Vittorio Emanuele, sede degli uffici regionali. L’idea era quella di inglobare anche la vicina Casa dell’ingegnere che affaccia su via Bonomi e accorpare tutti gli uffici amministrativi, gli archivi, le sale riunioni regionali e l’Arpa. Tutto poi si fermò.

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