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Medicina, Oglio Po territorio trascurato. Ecco le lamentele dei sindaci

Il documento fatto avere alla Regione segnala i problemi del centro psico sociale. Coperte 30 ore settimanali contro le 108 passate. Difficoltà anche al SerD

VIADANA. «Medicina territoriale: così non va». I sindaci del distretto viadanese hanno predisposto un documento, per segnalare a Regione Lombardia le criticità della sanità pubblica nell’area Oglio-Po.

Tra le problematiche elencate, quella relativa al Cps assume un ruolo di primo piano. Il Centro psico-sociale di via Cavour ha in carico circa 700 pazienti-utenti provenienti dai 10 Comuni. «E di loro – notano i primi cittadini – si occupano uno psichiatra di libera professione (contratto in scadenza tra pochi mesi) per 10 ore la settimana, uno psichiatra in pensione per 4 ore settimanali (in scadenza a fine giugno), uno psichiatra presente una volta la settimana (in scadenza il 18 giugno) e uno presente solo alle équipe una volta la settimana». L’organico prevederebbe la presenza di tre medici a tempo pieno: in totale oggi sono dunque coperte meno di 30 ore settimanali, contro le 108 del passato. Anche presso l’ambulatorio di Bozzolo non è garantita la presenza del medico.

«Tra l’altro – notano i sindaci – gli ultimi tempi hanno visto un turnover importante tra il personale medico». I pazienti avrebbero al contrario bisogno di stabilità, per cui le famiglie sperimentano pesanti disagi nella cura e gestione dei propri cari. Nel novembre scorso Ats Valpadana aveva rassicurato i sindaci, affermando che un gruppo di lavoro era impegnato nello studio di una soluzione; ma da allora nessuna risposta concreta.

Da notare che, se i dipendenti Cps fanno capo ad Asst Mantova, il servizio è coordinato da Cremona. «Il responsabile del servizio non è però più presente da almeno due mesi, in quanto richiamato sul territorio casalasco per carenza di personale medico.

Altro motivo di allarme è che, a quanto pare, i pazienti del Viadanese, in fase acuta con necessità di ricovero nel Servizio psichiatrico di diagnosi e cura, non verranno più accolti all’ospedale Oglio-Po, ma indirizzati sui presidi mantovani». Per le persone coinvolte e i loro cari, la situazione appare insostenibile.

Il cahiers de doléance dei sindaci non si limita tuttavia al solo Cps. Anche il SerD appare in difficoltà: gli operatori al momento in servizio (medico, infermiera, assistente sociale, educatore, psicologo) sono tutti part-time, alcuni presenti solo uno-due giorni la settimana, in certi casi assunti a progetto. «Con questo Servizio – assicurano i primi cittadini – risulta impossibile svolgere attività di co-progettazione. Auspichiamo di poter disporre a breve di una équipe completa e stabile, con cui iniziare a lavorare in sinergia».

Al Consultorio di Bozzolo non è più garantita la presenza settimanale del ginecologo, per cui le donne della zona vengono dirottate su altre strutture. Anche il Centro multiservizi non può al momento contare su un organico adeguato. I presidi ospedalieri (Pot) di Viadana e Bozzolo non sono mai stati completamente attivati. I presidi socio-sanitari per l’assistenza domiciliare risultano in affanno. La Fisioterapia di Viadana è sospesa ormai da tempo, e gli esami del sangue vengono svolti solo su prenotazione. Gli infermieri di comunità sono dirottati alle vaccinazioni Covid. «Occorre dunque un reale investimento – ribadiscono i sindaci – nella medicina del territorio». 

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