«La nostra salute non è una merce»: per difendere la sanità pubblica oltre cento manifestanti in piazza a Mantova

Bersagli di scritte e slogan, la legge regionale 23 del 2015 (legge Maroni) e i brevetti sui vaccini. La legge 23 è colpevole tra l’altro – secondo il comitato – di avere spacchettato le vecchie Asl

MANTOVA. Il comitato Diritto alla salute di Mantova si è mobilitato ancora, ieri pomeriggio (29 maggio) in piazza Sordello, a difesa del servizio sanitario pubblico e per lo stop alla sanità privata, in Lombardia molto presente, «e nel Mantovano per circa la metà del settore». Molte le associazioni sociali e i partiti intervenuti, e molti gli oratori e relatori – davanti a un pubblico di un centinaio di persone con striscioni e cartelli. Uno per tutti: «La salute non è una merce». Bersagli di scritte e slogan, la legge regionale 23 del 2015 (legge Maroni) e i brevetti sui vaccini. La legge 23 è colpevole tra l’altro – secondo il comitato – di avere spacchettato le vecchie Asl, privilegiando gli ospedali e distruggendo la medicina di prossimità sul territorio con possibilità di cure domiciliari, con medici e altro personale sanitario dedicato. Poi i brevetti, «responsabili di consentire che il destino degli abitanti del pianeta sia nella mani dei consigli di amministrazione di poche e potenti case farmaceutiche multinazionali che, tuttavia, hanno potuto produrre i vaccini grazie soprattutto a fondi pubblici».

Così come i profitti privati dovrebbero diminuire, consentendo allo stesso tempo di salvare il maggior numero possibile di persone a livello planetario, allo stesso modo, in campo locale, la sanità pubblica ha dovuto sostenere l’intero peso della pandemia Covid, «mentre la sanità privata ha erogato, facendosi pagare, solo i servizi che riteneva di potere offrire».

Angelo Barbato, presidente del forum nazionale Diritto alla salute, ha sintetizzato la situazione, per il futuro: abolire la legge 23 e sostituirla con una nuova che faccia perno sulla «analisi del bisogno di salute dei cittadini e, attraverso questi, stabilire obiettivi di salute e non di budget». Oltre a che i Comuni possano intervenire sui piani socio-sanitari territoriali, esigenza di cui ha parlato anche il sindaco di Bozzolo Giuseppe Torchio. Il consigliere regionale Andrea Fiasconaro ha detto che martedì 1 giugno in Regione si comincerà a discutere la proposta di modifica della legge sulla sanità lombarda. Tra gli altri relatori, è intervenuto telefonicamente Vittorio Agnoletto, portavoce italiano dell’Ice (Iniziativa cittadini europei) per la raccolta di un milione di firme per obbligare la Commissione europea a sospendere i brevetti dei vaccini. Fausto Banzi, del comitato Diritto alla salute, ha tuonato infine contro l’esternalizzazione dei servizi sanitari e il regionalismo diffuso, «che aumenta le disuguaglianze anche in campo sanitario».

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