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Mantova, vaccini e sorrisi a casa di chi non può muoversi

I vaccinatori del team della casa di riposo Scarpari Forattini di Schivenoglia in queste settimane sta svolgendo la campagna di vaccinazione a domicilio a persone fragili e vulnerabili in tutto il bacino del Destra Secchia

MANTOVA. Anziani allettati o con difficoltà di movimento, invalidi, disabili. Persone, comunque, chiuse in casa da oltre un anno a causa della pandemia, distanti da ogni forma di socialità, lontane spesso anche dalla cerchia allargata della famiglia, i nipoti o pronipoti, perché potenziali portatori di virus. «Entrare nelle loro case per portare il vaccino è stato un po’ come riportare la vita, un contatto, una speranza. Ci hanno trattenuto per fare due chiacchiere, ci hanno offerto il caffè o una fetta di salame, ci hanno raccontato il loro dolore: l’assenza insopportabile della moglie morta pochi mesi prima, il calvario di una figlia malata».

Sono le parole dei vaccinatori del team della casa di riposo Scarpari Forattini di Schivenoglia che, con l’aiuto della associazione di volontariato L’Abbraccio, in queste settimane sta svolgendo la campagna di vaccinazione a domicilio a persone fragili e vulnerabili in tutto il bacino del Destra Secchia.

In collaborazione con Ats Valpadana e Asst, il servizio, iniziato il 29 aprile, ha già portato a inoculare la prima dose a 80 ultraottantenni invalidi al cento per cento e a 50 caregiver, cioè famigliari o collaboratori che prestano assistenza; mentre questa settimana e la prossima la squadra di vaccinatori è impegnata a completare il ciclo (seconda dose) ai 130 che già hanno ricevuto la prima e a immunizzare con la prima dose altri 74 fragili più 20 famigliari.

Un servizio importantissimo che vede la Scarpari Forattini come unico ente privato impegnato nella campagna di vaccinazioni a fianco di Asl e Asst in tutto il Basso Mantovano, da Serravalle a Poggio Rusco, da Quistello a Sermide e Felonica. Tutto questo è stato reso possibile - fanno sapere dalla fondazione - grazie al prezioso aiuto dei volontari dell’associazione L’Abbraccio (una cinquantina gli iscritti), che insieme a un medico, il dottor Mauro Luppi e un infermiere, Maurizio Tonazzi, entrano nelle case delle persone da trattare e forniscono un indispensabile supporto al personale amministrativo della Scarpari, con chiamate ai vaccinandi e inserimento dati al pc.

Ma non è tutto: i volontari dell’Abbraccio si sono messi a disposizione della Scarpari Forattini anche per il cosiddetto servizio psico-educativo, per favorire cioè gli incontri fra ospiti e famigliari, fino ad ora filtrati da vetrata e interfono, mentre da poche settimane anche dal vivo, ma solo su appuntamento e solo nel caso i famigliari siano vaccinati. I volontari possono dare una mano ad accompagnare gli ospiti e i famigliari nella saletta degli incontri e per favorire la comunicazione dove richiesta.Daniela Marchi

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