Bambino di tre anni fuggì di casa due volte. I genitori: era vivace

Ora mamma e papà sono a processo per abbandono di minore

CASALOLDO. Per due volte, nel giro di pochi giorni, era sfuggito al controllo dei genitori. L’ultima scappatella l’aveva fatta nel cuore della notte, senza che mamma e papà se ne accorgessero. A trovarlo, mentre camminava senza una meta su una via, un camionista che stava andando al lavoro. Il bimbo, all’epoca dei fatti, aveva soltanto tre anni. Ora i genitori sono a processo per abbandono di minore.

L’1 giugno hanno entrambi testimoniato davanti al giudice Chiara Comunale. Sia mamma che papà hanno raccontato che il figlio, all’epoca, era vivacissimo e che dopo la prima fuga avevano provveduto a installare un cancelletto. Ma il piccolo era riuscito comunque ad aprirlo.

Il fatto è avvenuto a Casaloldo ai primi di marzo di quattro anni fa. Sono circa le quattro del mattino quando il bambino esce di casa, seguito dal suo cagnolino e si incammina lungo la via. Un camionista di passaggio lo vede. Si ferma, lo prende in braccio e suona al primo campanello che trova. La padrona di casa apre e si ritrova davanti un bimbo infreddolito e sporco che non risponde alle domande.

La donna chiama i carabinieri e anche un agente della polizia locale. Arrivano due militari, il primo va alla ricerca della famiglia del piccolo e il secondo rimane con il bambino. Percorrendo la via il carabiniere, accompagnato da un assessore locale, arriva davanti a una casa con la porta spalancata. Non entra ma suona il campanello. Più volte. Nessuno risponde se non dopo parecchi minuti. Sono i genitori del bimbo, che non si sono accorti della fuga del figlio perché dormivano.

Nel corso dell’indagine i militari hanno scoperto che anche pochi giorni prima, il bambino era uscito di casa per la porta lasciata aperta. E, in quella occasione, era stato ritrovato in pigiama e a piedi nudi, su una strada molto trafficata dove le auto, vedendolo, avevano rallentato per evitarlo.

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