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Biodinamico con il biologico: la rabbia dei produttori mantovani

Il problema della legge che parifica i due modi di gestire le coltivazioni. Confagricoltura: c’è bisogno di progresso, non di ideologie senza fondamenti

MANTOVA. «La deriva antiscientifica sta prendendo sempre più il largo. Riprova ne abbiamo avuta pochi giorni fa quando, al Senato, è stata votata (con 195 voti a favore, uno contrario e un astenuto) una legge che equipara l’agricoltura biologica a quella biodinamica, e che soprattutto porterebbe gli stessi trattamenti di favore del bio anche a quest’ultima».

Il solo voto contrario è stato quello della senatrice Elena Cattaneo, che all’aula ha esposto la sua posizione. «Provo sconcerto, sconforto e, quindi, dissento – ha detto la senatrice – di fronte alla legittimazione per via parlamentare nell’ordinamento di uno dei Paesi più avanzati al mondo di pratiche antiscientifiche, esoteriche e stregonesche, specialmente se penso che, a sancire la superiorità del cornoletame sulle evidenze scientifiche, è la Camera del Paese che guida il G20, proprio nell’anno in cui per combattere la pandemia il ruolo indispensabile della scienza è stato universalmente riconosciuto, celebrato e, anche in quest’aula, osannato».

Biologico e biodinamico sono come astronomia e astrologia: una è una scienza, l’altra una forma di pensiero. Confagricoltura ha da subito espresso il proprio appoggio alla senatrice Cattaneo, attraverso una lettera: «La nostra – spiega il presidente Alberto Cortesi – è una battaglia contro falsi miti e credenze, non contro questa o quella pratica agricola ma in favore di un progresso culturale del quale il nostro paese ha disperatamente bisogno. La popolazione mondiale è in crescita, e solo le innovazioni nell’ambito della scienza e della tecnologia ci permetteranno di rispondere alla crescente domanda di cibo».

In questo senso, fondamentale è il lavoro di Confagricoltura nell’organizzazione del Food&Science Festival, momento di assoluta eccellenza per l’approfondimento dello stretto rapporto tra cibo e scienza.

E sulla questione si esprimono naturalmente anche i produttori biologici: «Quello che fa rabbia – interviene Veronica Alberti, di Anga Mantova, che a Marmirolo conduce un allevamento da latte bio – è questo equiparare l’agricoltura biologica all’agricoltura biodinamica. Si tratta di due cose agli opposti: il biologico è un metodo di produzione vero e proprio, che si basa su regolamenti Ue e normative nazionali da rispettare, riconosciute e controllate da ispettori ogni anno, mentre quando parliamo di biodinamico parliamo di qualcosa di ideologico che non ha fondamenti scientifici e né tantomeno controlli. Utilizzare fondi pubblici per finanziare queste attività è del tutto fuori luogo perché si basano su credenze mai provate scientificamente».

Logicamente, se il mercato lo chiede è giusto intraprendere nuove strade, ma queste «devono essere regolamentate – prosegue Alberti – non messe lì senza norme».

Non è possibile infatti «finanziare con fondi pubblici un qualcosa privo di norme e regolamenti – conclude Cortesi – e su questo si basa la nostra battaglia. Continueremo a impegnarci senza sosta per riportare la discussione delle tematiche agricole su un tema prettamente razionale, per far sì che si parli di agricoltura in modo più sensato e scientifico possibile, senza pericolose derive esoteriche».

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