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Mantova, abusivi di nuovo alla carica a Borgonuovo: blitz serali nelle case vuote

Copyright 2021 Nicola Saccani, all rights reserved

Gli abitanti di via Gaber: «Ragazzini che eludono gli sbarramenti». I palazzi fanno parte del complesso costruito da Unieco e in parte già riqualificato con lavori da 600mila euro e il recupero di 26 appartamenti. Gli inquilini, però, chiedono maggior manutenzione dei cortili

MANTOVA. Erba alta uguale a potenziale ambiente adatto alla nidificazione di animali con cui non è bello convivere. Come i topi. Soprattutto se a qualche centinaio di metri ci sono case vuote da anni e ancora in attesa di essere recuperate. In via Gaber, nel quartiere di Borgonuovo, le famiglie che hanno comprato casa ne complesso residenziale di Manto living sono arrabbiate.

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Dicono che la proprietà dovrebbe curare i cortili e le pertinenze dei condomini abitati, anziché lasciarli allo stato brado. Temono invasioni di roditori. «Abbiamo visto di peggio in questi anni, ma proprio ora che stanno cercando di rilanciare l’intero complesso e hanno investito un sacco di soldi per sistemare le case in degrado mettendo in vendita i primi appartamenti riqualificati, dovrebbero anche prestare attenzione ai cortili degli stabili già abitati».

Così dice un inquilino dal balcone del suo appartamento in via Gaber. Abita lì dal 2007 e di fronte a lui c’è un condominio gemello. Sono stati costruiti nell’ambito del Pru di Borgochiesanuova del 2002. Solo che gli appartamenti di quel palazzo non hanno mai trovato acquirenti ed è stato abitato soltanto da abusivi. Stessa cosa per gli altri blocchi di appartamenti posti più avanti.

Sono le case realizzate dalla coop emiliana Unieco e affidate per la commercializzazione all’immobiliare del gruppo, Le Robinie. Un impero caduto, tanto che oggi a gestire i palazzi di Borgonuovo è il liquidatore delle ex Robinie, il livornese Leonardo Pagni. Che si è trovato tra le mani condomini abbandonati da anni e occupati in buona parte da inquilini abusivi. Solo un piccolo numero di appartamenti era stato acquistato regolarmente.

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Il liquidatore ha fatto un gran lavoro. Ha venduto a una società mantovana (la Grindhouse) un palazzo di una sessantina di appartamenti costruito di fronte al complesso di Manto living e ha avviato l’opera di recupero di quasi un centinaio di appartamenti vuoti e ridotti a topaie da occupanti occasionali, vandali, abusivi e via dicendo.

Dopo aver svuotato le case dagli inquilini irregolari, ha pianificato la rigenerazione del complesso: un piano da oltre due milioni di euro. Di questi, 600mila sono già stati spesi per i lavori di recupero di un primo blocco di 26 alloggi. Il cantiere è terminato e diversi appartamenti sono stati già venduti. Le case sembrano nuove.

«Ma purtroppo c’è un altro problema: sono tornate le frequentazioni notturne nelle case vuote e non ancora recuperate». A parlare è Luciano Tonelli, presidente del Club 3 età e tra i primi a comprar casa in via Gaber. Spiega che si vedono giovani che si infilano nelle case vuote dove ci sono oltre 40 appartamenti.

Gli ingressi sono stati chiusi dalla proprietà con spessi sbarramenti. Ma in un angolo della facciata posteriore dell’ultima palazzina, nascosta dagli occhi di chiunque, scorgiamo una finestra aperta al pian terreno. Per raggiungerla basta arrampicarsi per un muretto e scavalcare una piccola recinzione.

Tonelli non è l’unico ad aver visto questi movimenti. Anche un altro abitante ce ne parla. «Sono ragazzini», spiega. La proprietà ha fatto installare telecamere e affidato a una società di vigilanza privata la sorveglianza. Ma la sfida con gli ospiti indesiderati, a quanto pare, continua.

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