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Mantova, De Donno dice addio al Poma: sarà medico di base a Porto Mantovano

Il 9 giugno con una diretta Fb spiegherà i motivi della scelta. Dai social ai duelli in tv per sostenere l’efficacia del plasma

MANTOVA. La voce di una sua partenza da strada Lago Paiolo – la sua seconda casa – circolava ormai da giorni e in queste ore è diventata ufficiale: il dottor Giuseppe De Donno, primario della Pneumologia dell’ospedale di Mantova, a breve lascerà il Carlo Poma. Non smetterà il camice bianco, ma lo indosserà come medico di medicina generale a Porto Mantovano.

L’uomo del plasma iperimmune, che per mesi ha sostenuto la validità del suo progetto per guarire i malati di Covid, illustrerà i motivi della sua scelta mercoledì 9 giugno alle 21 durante una diretta Fb sul profilo del sindaco di Curtatone Carlo Bottani.

Da quanto trapela De Donno farà anche consulenza specialistica al poliambulatorio Armonia di Porto Mantovano, dove ha in mente di attivare un centro anti-tabagismo. In queste ore ha inviato ai vertici dell’Asst la lettera di dimissioni. Prenderà servizio nel suo nuovo ambulatorio a Porto Mantovano nel giro di un mese.

Cinquantatré anni tra pochi giorni, di Curtatone, De Donno è senza dubbio un personaggio che nell’ultimo anno e mezzo di emergenza sanitaria ha fatto molto discutere. Per le sue battaglie in tv con i volti noti dalla medicina e della scienza italiana che dubitavano sull’efficacia del plasma iperimmune (memorabile il duello a Porta a Porta con il professor Giuseppe Ippolito dello Spallanzani di Roma, ndr), per il faccia a faccia con Matteo Salvini e le apparizioni alla trasmissione “Le Iene”, fino alla cascata inarrestabile di post sui suoi diversi profili Facebook, tra cui quello in cui si faceva ritrarre con gli abiti di Ironman e quello, altrettanto ironico, del suo alter ego di Atlanta, Joseph Dominus, attraverso il quale dialogava con se stesso sui temi della pandemia. Migliaia i supporter che hanno aperto con il suo nome gruppi su Fb per sostenere il suo operato e decine i premi ricevuti in ogni parte d’Italia, tra cui alcune cittadinanze onorarie. Nel mezzo anche qualche indiscrezione su una sua possibile candidatura alla carica di sindaco di Mantova, poi caduta nel vuoto.

Di certo in questi sedici mesi di lotta al coronavirus non si è mai risparmiato lavorando in ospedale anche 18 ore al giorno e ricordando in più occasioni le notti trascorse sulla poltrona del suo studio al Poma senza tornare a casa. E questo potrebbe aver influito sulla scelta drastica di cambiare vita pur senza smettere il camice bianco. De Donno, del resto, ad un certo punto non ha nascosto che la guerra al Covid e la grande esposizione mediatica lo abbiano in un certo senso provato anche fisicamente. E tra i motivi dell’addio al Poma c’è anche probabilmente una dose di stanchezza, non disgiunta dalla volontà di dare un contributo alla medicina territoriale nei confronti della quale ha sempre provato una certa attrazione.

De Donno diventa primario facente funzione delle Pneumologia del Carlo Poma nel settembre del 2018 e poi nel dicembre dello stesso anno vince il concorso e diventa primario effettivo.Al di là del ruolo sanitario è conosciuto anche al di fuori degli ambienti ospedalieri per essere stato in passato vice sindaco di Curtatone. Diploma al liceo classico, ha conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia all’università di Modena con 110 e lode. Dal 2010 al 2013 è stato responsabile della struttura semplice “Programma di assistenza domiciliare respiratoria ad alta intensità per pazienti dipendenti della ventilazione meccanica domiciliare”. Dal 2001 al 2009 ha ottenuto anche l’incarico di alta professionalità per i disturbi respiratori nel sonno e nel 2013 è dirigente medico della struttura complessa di Pneumologia e Utir (unità intensiva respiratoria) dell’Asst Carlo Poma. Con la sperimentazione del plasma iperimmune ha ottenuto una visibilità mediatica nazionale e internazionale, anche grazie al suo modo di comunicare attraverso i social, dai quali si è improvvisamente allontanato mesi fa dopo aver scoperto che molti suoi supporter erano in realtà gruppi no vax.

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