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Mantova, primi bagni con la prenotazione alla Canottieri

Stefano Saccani

La norma anti-Covid voluta dal Governo al primo impatto non è piaciuta ai soci che hanno protestato per poi collaborare con la società 

MANTOVA. Bagni in piscina con prenotazione. È questa la novità introdotta alla Canottieri Mincio per far fronte alla pandemia che ancora non è vinta ma impone accortezza.

L’impianto di Cittadella è stato aperto ai soci già dallo scorso 1° giugno, ma per tuffarsi in acqua bisogna ancora osservare le linee guida imposte dal Dipartimento dello sport che prevedono numeri contingentati nell’accesso alle vasche. E così, prima di utilizzare le piscine bisogna prenotare vasca e orario di utilizzo. La Canottieri ha messo a disposizione un apposito numero (379 2044599). Si può telefonare dal lunedì al venerdì nelle sole fasce orarie stabilite (9-11.30 e 15-17) per riservarsi, in una determinata giornata, un’ora di bagno nella vasca da 50 metri oppure in quella ludica.

Stefano Saccani

Una procedura che sta scontentando la gran parte dei circa 7mila soci, e che si spera di abbandonare al più presto con l’ingresso della Lombardia in zona bianca, ma che garantisce il “tracciamento” in caso di positività di un bagnante. La dirigenza della Canottieri è consapevole dei disagi che la nuova regola sta imponendo ai soci, ma più di tanto non può intervenire.

«Da qualche settimana stavamo lavorando, assistiti dai nostri consulenti, sulle modalità d’accesso alle vasche allo scopo di migliorare la procedura della stagione precedente raccogliendo anche le proposte pervenute dai soci – dice il presidente Gianni Mistrorigo – Poi, inspiegabilmente, rispetto al 2020, è arrivata la doccia fredda della previsione dell’artico 6 comma 4 delle nuove linee guida del Dipartimento dello sport e Federali, con l’obbligo della prenotazione per accedere alle vasche sia in impianti pubblici che privati». Mistrorigo non nasconde che «la norma fa storcere il naso anche perché non fa distinzione alcuna tra attività ludica che è per natura estemporanea e quella sportiva. Tuttavia, come già avvenuto l’inverno scorso per l’attività tennistica, la norma non ci piace ma la rispetteremo con l’auspicio che venga superata il prima possibile». E conclude: «Dopo la levata di scudi iniziale, la compagine dei soci sta collaborando con la società».

E infatti, in questi giorni sono state rispettate le restrizioni che vogliono in acqua, ogni ora, contemporaneamente 64 persone nella vasca olimpionica (aperta dalle 9 alle 20) e 48 in quella ludica (dalle 10 alle 19.30). La buca tuffi, invece, è riservata agli atleti. Vige sempre il numero limite di accessi in contemporanea alla sede, fissato in 1.705: un contatore, in funzione sul sito internet, monitora gli ingressi e quando quel numero massimo viene superato, le porte si chiudono e l’accesso viene bloccato (ieri non ce n’è stato bisogno).

Andare in piscina è complicato, ma tant’è. Ieri, comunque, i soci si sono visti riaprire docce e spogliatoi, sanificati e da frequentare rispettando il distanziamento. Un piccolo passo verso la normalità.

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