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I plateatici allargati fanno sparire 65 posti auto nel centro di Mantova

I residenti protestano per le difficoltà a parcheggiare e il Comune assicura che entro fine estate la situazione tornerà alla normalità

MANTOVA.   Un’immensa distesa di tavolini e sedie. Così appare la città da qualche mese, da quando cioè il Comune ha dato l’ok agli ampliamenti gratuiti dei plateatici di bar e ristoranti. «Una misura necessaria per aiutare quelle attività a riaprire, ma anche penalizzante per i residenti», riconosce l’assessore alle attività produttive Iacopo Rebecchi.

Fatto sta che per dar modo agli esercizi pubblici di riprendere a fatturare dopo mesi di blocco, la città in certe vie ha cambiato volto. Ad essere penalizzati sono i residenti che in alcune zone faticano a trovare posto per le loro auto e vengono costretti a parcheggiare, di sera, sempre più lontano da casa. «Paghiamo il pass auto, e caro – dicono – ma nessuno pensa a noi». Per stessa ammissione dell’assessore: «sono 65 i posti auto che abbiamo perduto». Un rapido giro per vie e piazze e subito ci si accorge della situazione. Le vie più penalizzate appaiono Cavour, Accademia e Finzi.

Lì le possibilità per i residenti di parcheggiare si sono ridotte drasticamente. In via Finzi, per esempio, i posti auto si sono dimezzati perché un ristorante ha ottenuto di occupare i posti prima privilegio di cinque auto. Va peggio in via Cavour e in via Accademia. Nella prima la parte che dal voltone va verso piazza Filippini è ormai occupata, da entrambi i lati, dai dehors di bar, ristoranti, enoteche. Nella seconda ormai i posti auto sono spariti anche qui fagocitati da caffè e pizzerie. Non va meglio nelle vie Bertani, Calvi, Castiglioni, Spagnoli, Madonna della Vittoria, Marangoni e Gandolfo dove i tavolini sulla pubblica piazza hanno ormai soppiantato vitali (per i residenti) posti auto.

Per non parlare delle piazze Erbe e Broletto, ormai completamente occupate da tavoli e sedie che costringono i passanti sulla strada, oppure piazza Sordello, dove i dehors sono a ridosso della domus. A complicare la situazione ci sono anche alcuni cantieri privati in centro: anche i loro ponteggi che sporgono sulla pubblica via contribuiscono a togliere posti auto.

Oltre ad essere bersaglio degli strali dei residenti senza parcheggio, il Comune deve anche subire una riduzione di entrate sia dai plateatici che dalle strisce blu (21 i posti a cui Aster ha rinunciato): «Non dispongo del dato complessivo, ma certamente il sacrifico c’è, sia nostro che dei residenti – ammette l’assessore – Però, senza questo sacrificio molte attività non avrebbero potuto riaprire e si sarebbero persi anche posti di lavoro. Un sacrificio che tutti hanno compreso e di questo li ringraziamo. Però, durerà poco. Per quanto ci riguarda, la misura che consente di avere plateatici ampliati non durerà all’infinito; considerando che il 31 luglio scadrà lo stato di emergenza, torneremo alla situazione originaria delle concessioni pre-Covid entro la fine dell’estate».

Non si sa quanti metri quadrati in più il Comune abbia concesso; «le domande però sono state numerose – dice Rebecchi – 144 da maggio 2020. Otto sono state respinte mentre tra quelle accolte 36 hanno richiesto l’occupazione di uno o più posti auto e 108 non hanno comportato l’occupazione di stalli. Però, abbiamo detto no a richieste eccessive oppure a quelle che avrebbero messo a rischio il rispetto del codice della strada». Anche l’amministrazione si rende conto che qualcosa non quadra: «È indubbio – dice Rebecchi – che in alcune vie il sacrificio dei posti auto per residenti è alto e che alcuni ampliamenti sono caotici e non consoni al centro storico». Per questo si correrà ai ripari: «A breve formalizzeremo un incarico agli architetti Cisi e Gorni Silvestrini per redigere il nuovo regolamento plateatici e dehors sul quale ci confronteremo con le categorie economiche, appena avremo le prime bozze». 

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