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Confcommercio Mantova vuole i plateatici allargati sino a fine anno ma il sindaco dice no

Per i ristoratori solo così si riparte mentre Palazzi insiste: «Via i tavolini entro l’estate»

MANTOVA. I plateatici allargati che “rubano” posti auto ai residenti scatenano lo scontro tra Comune e Confcommercio. L’organizzazione di categoria difende baristi e ristoratori e chiede di mantenere tavolini e sedie all’esterno, negli spazi pubblici concessi per consentire la ripartenza del dopo Covid, sino al 31 dicembre. Il sindaco Mattia Palazzi è irremovibile: entro la fine dell’estate si ritornerà alla normalità. Come aveva già annunciato l’assessore Rebecchi. Al massimo, concede il primo cittadino, si deciderà insieme la settimana in cui tavolini e sedie in più andranno rimossi.

La tensione sale all’improvviso tra commercianti e amministrazione dopo un anno e mezzo di pandemia che aveva indotto tutti a pensare ad altro. Le proteste dei residenti, che si sono visti sottrarre 65 posti auto in centro, hanno indotto il Comune a rincuorarli circa l’estensione temporale della misura e questo mette sul chi va là baristi e ristoratori. I nuovi plateatici «sono stati la condizione necessaria per far ripartire le imprese della ristorazione, ferme dall’ottobre scorso» dice Vanni Righi, presidente Fipe-ristoranti di Confcommercio. Che sottolinea anche come i «nuovi spazi pubblici che si sono venuti a creare hanno reso la città più bella e più viva».

Ammette che «in qualche caso è necessario un piccolo intervento di riordino per cercare di conciliare le varie esigenze, ma siamo convinti che, in questa situazione, qualche piccolo sacrificio debba essere messo in conto». Per questo, dopo mesi di «chiusura e di paralisi del comparto» Righi chiede al Comune di «concedere la possibilità di mantenere quegli spazi fino al 31 dicembre, come deciso in tantissime città, anche tenendo conto che nel decreto Sostegni è previsto l’esonero dal pagamento della Cosap sino a fine anno».

E si dice favorevole al nuovo regolamento sui plateatici annunciato dall’assessore: «Lo sollecitiamo da anni anche perché moltissimi imprenditori non aspettano altro che linee guida chiare, precise e definitive per investire in tavoli, sedie, fioriere e ombrelloni». Il sindaco risponde a stretto giro di posta ricordando che «quando abbiamo deciso di consentire gli ampliamenti e i nuovi plateatici in deroga, ben prima di altre città, per aiutare bar e ristoranti, avevamo chiarito che la misura sarebbe stata provvisoria per il periodo estivo, fino a quando sarebbero stati vigenti i divieti di servizio all’interno dei locali. Divieto che sta già venendo meno».

Per questo «non possiamo mantenere fino a fine anno gli ampliamenti e i nuovi plateatici». E questo per tre motivi: «perché il Comune non può rimborsare ad Aster per così tanto tempo il mancato introito dei posti auto occupati dai nuovi plateatici. Per ridare ai residenti i posti auto tolti, perché non avrebbe senso tenere i plateatici nella stagione fredda. Perché sapevano tutti che erano provvisori e che senza deroghe la gran parte non sarebbe stata autorizzata». Palazzi insiste su un punto, in dissenso con Confcommercio: «Alcuni plateatici messi in deroga non sono minimamente consoni in un centro storico come il nostro e altri hanno occupato interi vicoli, portici e piazze e non è immaginabile tenerli tutto l’anno. Serve buon senso ed equilibrio». Il dialogo, però, va avanti: «Nelle prossime settimane – annuncia – ci troveremo con le categorie per decidere insieme la settimana, entro l’estate, nella quale i plateatici in deroga devono essere tolti». 

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