Sei mostre in sei mesi per rilanciare la Casa del Mantegna a Mantova

La Provincia ha presentato il suo programma di esposizioni ma il calendario arriva dopo la proposta del Politecnico di istituire una Fondazione 

MANTOVA. «Interessante, ma non sarà l’unica». Questo il primo commento della Provincia alla proposta avanzata da Politecnico di Milano, Amici di Palazzo Te e Mantova Creativa per costituire una fondazione in grado di gestire la Casa del Mantegna e darle un futuro nel panorama culturale mantovano ed europeo come centro di produzione culturale, capace di impostare il dialogo tra passato e futuro.

Il riferimento ad altre proposte in arrivo si riferisce al concorso di idee che Palazzo di Bagno ha lanciato dopo il dibattito apertosi in città sull’utilizzo migliore del monumento di sua proprietà e che aveva come termine sabato scorso. «Quando avremo il quadro completo delle proposte commenteremo anche quella relativa alla fondazione» fanno sapere dalla Provincia

La prima risposta, dunque, alle tre istituzioni culturali che con il sostegno di imprese private garantirebbero al monumento un futuro di conservazione e di valorizzazione, è all’insegna della freddezza. Accompagnata dal programma espositivo e culturale della Casa del Mantegna da giugno a dicembre che la Provincia ha reso pubblico in questi giorni, segnale evidente della volontà di andare avanti sulla strada tracciata. Si tratta di sei mostre, più una che slitterà al 2022, e di altre iniziative, che si terranno negli ultimi sei mesi di quest’anno.

Un programma che conferma la funzione della Casa del Mantegna nella direzione voluta dalla Provincia: uno spazio polifunzionale per mostre, incontri culturali e laboratori dedicati alle attività didattiche dell’arte e della storia, con la disponibilità di nuovi servizi culturali come l’archivio delle mostre e la biblioteca d’arte. Le mostre proposte e a cui Palazzo di Bagno ha detto sì sono quelle dell’artista Joseph Beuys, a cent’anni dalla nascita, «Il tamburo della sciamano», dal 19 giugno al 29 agosto, a cura dell’associazione Flangini di Verona (cento esemplari tra opere, multipli, video, manifesti e foto); delle pittrici contemporanee Cinzia Bulone «Energie cromatiche», dal 29 settembre al 31 ottobre, e Helga Gendriesch «Visioni», dal 6 novembre al 9 gennaio 2022, entrambe curate da Alain Chivilò, che si occuperà anche della personale del pittore Maurizio Monti dal titolo «Panta Rhei», fissata dal 6 novembre al 9 gennaio 2022.

Un’altra mostra programmata è quella su «L’occupazione italiana della Libia. Violenza e colonialismo 1911-1943» che si terrà dal 27 settembre al 24 ottobre, a cura dell’Istituto mantovano di storia contemporanea (75 pannelli illustrativi). L’esposizione della Fondazione Banca agricola mantovana sulle sue collezioni fotografiche, in calendario per settembre, slitta invece al 2022, mentre viene confermata la Casa del Mantegna come sede della sezione dedicata alla letteratura dell’infanzia nell’ambito della prossima edizione del Festivaletteratura (8-12 settembre).

In particolare, ospiterà laboratori didattici, una mostra del libro per ragazzi e, nel giardino, una tensostruttura per gli incontri letterari tra gli autori e il pubblico. Nel decreto presidenziale con cui si approva il programma è specificato che tutte quelle «attività culturali ed espositive non comportano costi a carico del bilancio provinciale» perché quelli relativi a «assicurazione, trasporti, allestimenti, eventi inaugurali, custodia e guardianìa e ogni onere che si dovesse presentare» sono sostenuti «direttamente e interamente dagli artisti, dai curatori e dagli organizzatori». 

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