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Mantova, un film racconta Lunetta: protagonisti sono gli abitanti

Il progetto nasce dal polo universitario e dai suoi studenti. «Qui un laboratorio permanente di video partecipato»

MANTOVA. Una troupe cinematografica in erba si aggira per Lunetta. A muoverla, l’entusiasmo, la voglia di imparare le tecniche del videomaking e il desiderio di raccontare il quartiere e i suoi abitanti. Grazie al corso per educatori professionali del polo di Mantova dell’università di Brescia, Lunetta diventa un film. Il progetto porta la firma di Cristina Maurelli, docente incaricato di Discipline dello spettacolo per l’università di Brescia, e del regista Carlo Concina. Il metodo è quello del Video partecipativo per lo sviluppo di comunità (Pvcode), una tecnica che permette a non professionisti di essere ideatori e realizzatori di film collettivi su temi rilevanti per la propria collettività, diventando protagonisti della filiera cinematografica in tutte le sue fasi. Sono, infatti, i partecipanti a decidere quale storia raccontare e quindi scriverla, riprenderla e montarla.

E così è stato a Lunetta, dove 17 tra ragazze e ragazzi del corso per educatori professionali, da venerdì fino ad oggi, hanno seguito in prima persona tutte le fasi di creazione di un docufilm. Oltre a riprese del quartiere e delle opere di street art, centrali sono le interviste realizzate ad abitanti del quartiere. Persone di età ed etnie diverse, che si sono raccontate davanti alle telecamere raccontando pregi e difetti di Lunetta, esprimendo sogni e preoccupazioni.

Dal desiderio di un numero crescente di iniziative che possano mettere in contatto le persone di origini e culture differenti, alla speranza di un ritorno di servizi e attività commerciali nel quartiere, fino all’importanza dell’insegnamento della lingua italiana alle donne straniere che ancora non la parlano.

Un confronto tra gli abitanti e gli studenti che consente a quest’ultimi di sviluppare competenze di tipo relazionale. Rompendo anche le barriere e il possibile scetticismo grazie ad un'arma come il cinema che suscita sempre grande interesse e curiosità. Questa prima quattro giorni di lavoro, però, non resterà un episodio isolato.

«Il nostro obiettivo – spiega Maurelli – è creare a Lunetta un laboratorio permanente di video partecipativo per lo sviluppo di comunità. Sarebbe il primo in Italia e si tratterebbe di una vera eccellenza per Mantova. Un obiettivo che puntiamo a raggiungere grazie alla collaborazione con l’università di Brescia e la direttrice della didattica della sede di Mantova, Chiara Mortari».

I più entusiasti sono ovviamente studentesse e studenti. Età media 22 anni, in buona parte di Mantova e provincia, con qualche extramuros di Brescia e Cremona. Con poche ore di spiegazioni e prove pratiche, hanno ben presto imparato i rudimenti del mestiere e si sono occupati del docufilm in ogni fase. A partire dalla ricerca degli abitanti da intervistare e dalla scelta dei temi e delle domande.

E poi l’allestimento dei set, le riprese, fino alle fasi finali legate al montaggio. «Un’occasione splendida per conoscere gli abitanti e capire Lunetta – le loro parole – In più abbiamo avuto la possibilità di comprendere il funzionamento e l'utilizzo di un’attrezzatura fantastica. Ci è stata data massima autonomia e fiducia nel lavoro, che abbiamo potuto gestire in prima persona. Con il passare delle ore è cresciuta la coesione tra noi. Ci siamo aiutati a vicenda, spiegando i vari passaggi a chi non aveva capito».

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