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Mantova, flop degli open day: a Castiglione una sola richiesta di vaccino

L’accesso senza prenotazione per gli over 60: adesioni con il contagocce. Alla palestra Caglio tre ore di deserto. I sanitari: «Le persone vanno prima contattate a casa»

MANTOVA. Li hanno organizzati per rintracciare tutti gli over 60 non ancora vaccinati e residenti nei paesi con meno di 3mila abitanti e dare una scossa alla campagna anti-Covid che vede la provincia di Mantova ancora all’ultimo posto della classifica regionale per numero di dosi inoculate.

Ma gli open day iniziati il 4 giugno nei sei hub vaccinali mantovani sembrano non incontrare il favore degli ultra 60enni. Anzi, a giudicare dai numeri sono un vero flop.

Viadana a parte, che nel primo giorno ha richiamato una settantina di persone, negli altri poli vaccinali l’adesione è stata scarsissima, con una media di una decina di richiedenti salvo Mantova (Grana Padano Arena) che è arrivata a una ventina.

Ma il caso più clamoroso si è verificato a Castiglione delle Stiviere, dove alla palestra Caglio erano state allestite tre linee vaccinali ed erano attese circa trecento persone. Nell’unico giorno dell’open day, lunedì scorso dalle 19 alle 22 e riservato ai comuni di Ponti sul Mincio e Solferino, si è presentato solo un over 60 che ha varcato la soglia del polo vaccinale castiglionese alle 21.50, dieci minuti prima della chiusura.

In pratica per quasi tre ore medici e infermieri sono rimasti a guardare il soffitto. E a questo punto sono in molti a chiedersi se abbia ancora un senso proseguire con questa modalità che evidenzia troppa incertezza sulle adesioni.

«L’idea non è sbagliata – dicono i sanitari – ma forse era il caso di chiamare a casa i potenziali vaccinandi e chiedere se avevano intenzione di aderire. In questo modo ci si organizza meglio e tra l’altro si sa esattamente quante dosi preparare per la somministrazione». La risposta degli enti sanitari non si è fatta attendere: non si può per motivi di privacy.

Allora più semplicemente ci si domanda per quale motivo non si sia proceduto ad una sorta di prenotazione aperta alla categoria over 60 residente in quei comuni.

Come fatto ad esempio in provincia di Reggio Emilia, dove martedì mattina il portale dell’Ausl emiliana ha aperto le prenotazioni a 5mila reggiani dai 18 anni su desiderosi di ricevere in tempi ragionevoli il vaccino monodose con Johnson & Johnson. Portale aperto alle 7 di mattina e chiuso alle 10.30 per esaurimento: in tre ore e mezzo si sono prenotate 5mila persone. E sabato sarà il primo giorno di vaccinazione per chi si è iscritto.

Stando a quanto si dice in ambienti vicini all’Ats Val Padana e all’Asst l’iniziativa operata da Regione Lombardia ha avuto scarsa adesione non solo nel Mantovano ma anche in altre province lombarde. Evidentemente gli over 60 che non risultano ancora vaccinati vogliono rimanere tali. In più c’è da considerare che il vaccino proposto negli open day era AstraZeneca, sicuro a detta degli esperti ma sul quale pesa l’improvviso e temporaneo stop di alcuni mesi fa.

Intanto, l’open day prosegue a Castel Goffredo nei giorni 10, 11, 12 e 13 giugno per i comuni di Gazoldo, Mariana, Acquanegra, Ceresara, Casalromano, Casaloldo e Piubega).

Il 9 giugno è arrivato anche l’appello del direttore generale dell’Asst Raffaello Stradoni: «Sottolineo l’importanza della vaccinazione nella popolazione over 60 anni, la fascia di età dove la malattia può essere mortale. Faremo altri open day, ma stiamo lavorando con alcuni Comuni per capire come si riesce a portare i nostri punti vaccinali nelle frazioni e nelle aree più piccole per vaccinare tutti».

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