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Sabbioneta rilancia per attrarre turisti con una Fondazione: tante idee e docufilm

Il progetto è a buon punto e nasce sull’asse Parma-Mantova. Pasquali: c’era già tutto ma andava proposto in modo nuovo

SABBIONETA. C’era già tutto, ma c’era anche bisogno di proporlo in modo nuovo, per non restare “tesoro dimenticato”. Da molti mesi, dopo l’elezione a sindaco di Marco Pasquali, Sabbioneta cerca il modo ideale per riorganizzarsi, valorizzarsi, riposizionarsi e promuoversi dal punto di vista turistico. «E non per riempire le casse comunali - sottolinea il sindaco -: per creare opportunità per i nostri cittadini».

L’operazione parte dalla scelta di Parma come capitale della cultura 2020. Pasquali contatta l’assessore della città ducale, Michele Guerra, per collaborare. Nella macchina di Parma Capitale ci sono anche due mantovani: Amedeo Palazzi dell’agenzia Fachiro cura la comunicazione, Ezio Zani dirige il comitato organizzatore. Si incontrano: Pasquali diventa rappresentante dei sindaci dei Comuni che aderiscono a Parma Capitale (anche parmensi) e si comincia a studiare il modo di promuovere il turismo a Sabbioneta sfruttando la sua collocazione sull’asse Parma-Mantova, con un occhio a Milano e un respiro internazionale. Il lavoro ora è a buon punto, i primi risultati sono visibili e ieri mattina, nel Teatro all’Antica, è stato illustrato il piano operativo.

Una scelta importante, spiegata da Zani, è quella di costituire una “fondazione di partecipazione”, chiamata Sabbioneta Heritage, per gestire al meglio il patrimonio culturale, in linea con quanto fatto, ad esempio, per il Museo Egizio di Torino o il Maxxi di Roma. Un ente di diritto privato ma senza scopo di lucro al quale può aderire chiunque abbia interesse al progetto, apportando denaro, beni materiali o immateriali, professionalità o servizi. «Non è una privatizzazione - sottolinea Zani - ma una forma diversa di gestione pubblica. Chiamare un privato a partecipare è più efficace rispetto alla semplice sponsorizzazione». La Fondazione Sabbioneta Heritage dovrebbe operare dal 2022. Fondatori saranno il Comune, la Pro loco e la Parrocchia, che avranno di diritto un posto in cda.

Tra i suoi compiti, ci sarà la valorizzazione del patrimonio monumentale anche attraverso bandi e alleanze commerciali. Ci sarà parecchio da fare: anche solo per ospitare una grande mostra e avere opere in prestito, ad esempio, i palazzi dovranno avere adeguati sistemi antifurto e di climatizzazione.

Ad Amedeo Palazzi il compito di illustrare il modo nuovo di proporsi di Sabbioneta anche dal punto di vista grafico. Sono stati ripresi i caratteri utilizzati da Isabella Gonzaga e i colori più diffusi nella città di Vespasiano, arrivando a scegliere blu e il giallo, e poi rosso, nero e grigio. È stato poi ridisegnato lo stemma del Ducato, arrivando a creare due logotipi promozionali.

Lo storico Giancarlo Malacarne ha rielaborato i testi (tradotti in inglese e presto in francese e tedesco) che illustrano storia e monumenti: non più in pieghevoli effimeri, bensì in una guida onnicomprensiva, ma a prezzi contenuti. In progettazione c’è la segnaletica multilingue, mentre è stato rifatto l’archivio fotografico e creato quello video. Non potevano mancare i social, con i profili @VisitSabbioneta.

Infine, un docu-film: «Non un video descrittivo turistico - ha puntualizzato Palazzi - ma una storia raccontata, omaggio a Bernardo Bertolucci che a Sabbioneta ha girato La strategia del ragno». Si chiama L’anima di un uomo, l’ha girato Gianmaria Pontiroli e quando sarà completato, entro l’estate, sarà portato anche alle rassegne di settore.

E il sindaco Pasquali assicura che la Città Ideale si proporrà sempre più come set per riprese cinematografiche e set fotografici.

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