Vaccinazioni, il rebus dei nuovi richiami tra annunci e dietrofront

Sabato mattina la Regione stoppa per cautela le seconde dosi con un vaccino diverso. Persone spedite a casa dagli hub. E al pomeriggio l’ok: dobbiamo riprogrammare

MANTOVA. Pfizer al posto di AstraZeneca per gli under 60? Pronti, via. No, fermi tutti e poi di nuovo disco verde. Quella di sabato 12 giugno  è stata una giornata di stop and go per il futuro delle vaccinazioni, un po’ del resto come finora è stata la vita di AstraZeneca.

Dopo la circolare del ministero della salute di venerdì 11 sullo stop al vaccino anglosvedese per gli under 60 e il cambio di tipologia per i richiami, la Regione Lombardia ha prima sospeso cautelativamente la vaccinazione eterologa (prima dose con un vaccino, richiamo con uno diverso) e poi, intorno alle 15, ha dato il via libera dopo l’arrivo della nota dell’Agenzia italiana del farmaco.

Così al mattino: «In attesa di una nota ufficiale di Ministero della salute e Aifa – comunica la Regione – allo scopo di tutelare quanto più possibile la salute dei cittadini e garantire i loro diritti, la direzione generale welfare della Lombardia ha deciso di sospendere cautelativamente i richiami eterologhi per tutti i cittadini sotto i 60 anni che hanno ricevuto la prima dose di AstraZeneca».

Nella stessa nota la specifica che nulla cambia per gli ha più di 60 anni. Così al pomeriggio: «Alla luce della circolare del Ministero della salute e del collegato parere Aifa, Regione Lombardia provvederà alla somministrazione della seconda dose di vaccino ai cittadini under 60 vaccinati con AstraZeneca in prima dose, attraverso somministrazione eterologa con Pfizer o Moderna. La riorganizzazione del programma vaccinale avverrà negli stretti tempi necessari sulla base dei vaccini disponibili».

Tutto e il contrario di tutto in poche ore.

Del resto la prima nota della Regione che stoppava cautelativamente le decisioni assunte il giorno prima dal governo, poi ribaltata nel pomeriggio, era stata annunciata la sera prima alle 22.30 ai gestori degli hub mantovani ai quali era arrivato un messaggio: «Fermi tutti almeno due giorni in attesa di nuove disposizioni».

E così sabato mattina i mantovani che si sono recati nei poli vaccinali convinti di ricevere una dose a Rna messaggero (Pfizer o Moderna) al posto di AstraZeneca sono stati rispediti a casa.

E ora cosa succede? La Regione dice «che provvederà a riorganizzare il piano vaccinale in tempi stretti». «Il richiamo con Pfizer – sottolinea il direttore dell’Asst Raffaello Stradoni – in teoria sarà fatto alla data indicata, ovviamente in base alle forniture di Pfizer. Sopra i 60 anni il grosso del lavoro è stato fatto e si proseguirà con AstraZeneca, salvo patologie. Ora andremo a vedere se le dosi di Pfizer che arriveranno saranno sufficienti, altrimenti immagino che chi dovrà spostarsi saranno le prime dosi. Per questi giorni abbiamo dosi Pfizer, ma dalla prossima settimana dobbiamo capire quante ne arriveranno. La cosa peggiore che potrebbe capitare è di dover rivedere al ribasso le vaccinazioni settimanali». «Le persone in attesa della seconda dose – spiega il direttore sanitario dell’Ats, Silvana Cirincione – saranno avvisate. Se non ci saranno dosi Pfizer sufficienti ci sarà uno spostamento dell’appuntamento rispettando il periodo tra prima e seconda dose». E chi ha appuntamento oggi, domenica 13? «O riceve in queste ore il messaggio oppure vada all’hub a vedere». Ma a quanto si apprende da fonti regionali oggi la somministrazione eterologa potrebbe non esserci. In serata una precisazione della Regione: «La riprogrammazione sarà fatta tenendo conto dei vaccini a disposizione, delle prime dosi in programma agli under 60 (adesso principalmente 40enni e 30enni) e dell'intervallo tra prima e seconda dose».

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