La Fiom: nubi sul futuro della Padana Montaggi di Borgo Mantovano

Sindacato in allarme per i dipendenti licenziati e riassunti.  «L’azienda parla di sequestri in atto e non paga gli stipendi»

BORGO MANTOVANO. Che cosa sta succedendo alla Padana Montaggi e Costruzioni? L’azienda che si occupa di manutenzioni e montaggi, con squadre spedite in tutta Italia e oltre 200 dipendenti, preoccupa il sindacato dei metalmeccanici della Cgil. Alla Fiom, da qualche tempo, è una continua sfilata di dipendenti che spiegano di essere stati licenziati e poi riassunti da un’altra ditta, con le stesse mansioni e ruolo.

«Ne abbiamo contata una ventina - spiega Marco Massari, della Fiom -. Siamo preoccupati innanzitutto perché non si capisce questa manovra a cosa porti. Ma soprattutto perché nel passaggio, che già non è chiaro, molti dipendenti lamentano di non avere avuto la liquidazione del Tfr e delle ferie arretrato. Inoltre ci sono ritardi nel pagamento degli stipendi di uno o due mesi».

Padana Montaggi è una srl con sede a Camponogara, nel Veneziano. A Borgo Mantovano ha una sede locale in via Marcora, 1. Socio unico è l’ostigliese Enrico Polacchini che detiene il 100% del capitale di 12mila euro. Amministratore unico dal 2019 è il leccese Santo Antonio Carluccio. Nata nel 2017, in tre anni ha visto i ricavi balzare da un milione e mezzo a 6,13 nel 2018, e a 8 milioni e 258 due anni fa.

Carluccio è anche amministratore unico della Officine Meccaniche Reveresi, una srl che ha sede sempre in via Marcora a Borgo Mantovano, ma al numero civico 2. Una seconda sede è in via dell’Artigiano a Melara (Ro). Dell’azienda Carluccio è anche proprietario al 95% del capitale sociale di 12mila euro. La Officine meccaniche ha iniziato l’attività a fine settembre scorso ed a fine anno aveva ufficialmente 3 dipendenti, tutti a Melara.

«Da noi arrivano dipendenti che dicono che vengono fatti dimettere dalla Padana e riassunti dalla Officine Reveresi - prosegue Massari -. Quando ci siamo rivolti all’azienda, lei giustifica dicendo che ci sono dei sequestri in atto e di avere le mani legate. Ci sono tutti gli estremi per una situazione esplosiva. Ne vorremo parlare direttamente con gli operai. Ma si tratta di personale che lavora disperso in tutta Italia. Nella sede ci sono solo degli amministrativi. Come Fiom facciamo un appello da un lato ai dipendenti perché si riesca a tirare le fila di questa vicenda attraverso contatti diretti con noi. dall’altro all’azienda affinché illustri con chiarezza cosa sta succedendo e ci prospetti il futuro della Padana Montaggi».

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