Mantova entra in zona bianca, altolà dei sanitari: «Occhio alle varianti»

Via il coprifuoco, libertà di movimento a tutte le ore del giorno, mantenimento della mascherina quando non è possibile mantenere il distanziamento e qualche posto in più nelle tavolate al ristorante

MANTOVA. Per i mantovani e i lombardi il bianco è il colore più vivo, indice di vitalità e di ritorno a una sorta di semi-normalità. Da oggI, 14 giugno, si entra in zona bianca con un allentamento delle restrizioni che fa respirare: via il coprifuoco, libertà di movimento a tutte le ore del giorno, mantenimento della mascherina quando non è possibile mantenere il distanziamento e qualche posto in più nelle tavolate al ristorante. Per bar e ristoranti aperture senza limitazioni di orario, comprese le ore serali. Restano le norme per il distanziamento in modo da evitare assembramenti, ma non ci saranno limitazioni anche per il numero di persone che si accomodano all’aperto. È fissato invece a sei il limite massimo di persone, anche non conviventi, in un tavolo al chiuso. L’asporto e la consegna a domicilio non avranno limitazioni per quanto riguarda gli orari. I sanitari, però, continuano a dire che non è un liberi tutti, perché altrimenti s i rischia di tornare indietro. Medici catastrofisti? Pare di no, solo una buona dose di prudenza alla luce degli ultimi focolai scoperti in Europa e successivamente in Italia.

Un focolaio Covid 19, con dieci casi, di cui uno da variante indiana, è stato scoperto in una palestra di Milano che aveva riaperto lo scorso 24 maggio. Lo rende noto Ats Città Metropolitana di Milano, spiegando che, visto che un caso ha evidenziato infezione da variante indiana, è stato richiesto il sequenziamento per gli altri nove contagiati. Tutti i casi sono in isolamento. L'Agenzia ha inoltre identificato 140 frequentatori della palestra che dal 24 maggio (data di apertura) al 31 maggio (data di presenza dell'ultimo caso) hanno avuto contatti con almeno uno dei dieci casi rilevati. Sono stati tutti invitati a eseguire un test antigenico o molecolare presso la rete dei punti tampone e dei drive through dell’Ats. Del resto già da alcuni giorni il Regno Unito sta valutando il rinvio di un mese della riapertura totale prevista per il 21 giugno a causa di una ripresa dei contagi favorita dalla variante Delta (indiana). Questa variante del virus è al momento responsabile di nove contagi su dieci nel Regno Unito, dove sono oltre 29 milioni le persone che hanno ricevuto entrambe le dosi di vaccino, ovvero il 55,4% della popolazione.

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