Mantova, sette boati nella notte sul Po: tre paesi svegliati di soprassalto

L’ipotesi: bracconieri all’opera con cariche di dinamite. Le esplosioni udite a 10 chilometri di distanza

MANTOVA. Sette tremendi boati nella notte. Una sequenza iniziata con un forte scoppio, seguita da due coppie di esplosioni e conclusa da altre due. In centinaia si sono svegliati di soprassalto mentre i cani iniziavano ad abbaiare. Spavento per tanti, ma anche incredulità per l’orario, le due e cinquanta della notte.

Gettate giù dal letto centinaia di abitanti preoccupati di sapere cosa stesse succedendo. Le esplosioni sono state distintamente sentite in un raggio di una decina di chilometri. Tre i paesi coinvolti: San Benedetto Po, Bagnolo San Vito e Pegognaga. L’ipotesi al momento al vaglio è quello dei bracconieri che utilizzano cariche esplosive per uccidere e far venire a galla i pesci sul Po.

Tutto inizia quando mancano pochi minuti alle tre, nel cuore della notte. La quiete viene rotta da un primo botto. Sembra un fuoco d’artificio e squarcia il silenzio. Molte persone che abitano fra le sponde di San Benedetto e Bagnolo San Vito avvertono già il primo boato. Ma nel giro di breve tempo segue una sequenza di altri quattro botti, a gruppi ravvicinati di due.

In tutti i paesi della zona i cani cominciano ad abbaiare e centinaia di cittadini si svegliano di soprassalto. Sulle prime nessuno riesce a comprendere, qualcuno si è già affacciato alla finestra per vedere se ci sia stata un’esplosione.

«Cosa sono queste cannonate?». Non sono nemmeno le quattro del mattino quando sui social qualcuno inizia a chiedersi cosa stia accadendo. In poco tempo la discussione vede la partecipazione di decine di utenti. In diversi paesi la gente si è svegliata nel cuore della notte.

«Ha tremato la casa» dice una. «Si vedeva come un lampo, poi il botto» risponde un’altra. «Veniva da terra, non dal cielo» precisa un terzo. L’ipotesi di un temporale anomalo svanisce e la serie di testimonianze si allarga. «Io l’ho sentita da Pegognaga» spiega un utente. Confrontando le testimonianze, molti individuano nel Po la provenienza.

L’ipotesi che ora si sta seguendo è quella dei bracconieri che utilizzano l’esplosivo per la pesca illegale nelle ore notturne, facendo strage di pesci con l’obiettivo di commercializzarli nei mercati dell’est europeo o in rivendite anch’esse illegali. Pratiche contro le quali le forze dell’ordine sono attive da tempo.

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