San Luigi: il cuore di Castiglione diviso tra l’addio e il benvenuto

Padre Mostarda e i dehoniani via da fine mese: il 21 giugno l’ultima festa del patrono. Il sindaco accoglie il nuovo rettore: «Proseguirà di certo nell’ascolto della città»

CASTIGLIONE DELLE STIVIERE. «Chi frequenta San Luigi lo fa per la capacità di ascolto che è sempre stata messa in primo piano – dice il sindaco Enrico Volpi – e questa attenzione ha fatto la differenza e ha caratterizzato l’azione di padre Luigi Mostarda e dei dehoniani. Il nostro augurio, oltre a quello di benvenuto e di buon lavoro per don Furghieri, è che si possa proseguire su questa strada, ma siamo convinti che la scelta del vescovo sia andata in questa direzione e abbia tenuto conto di questa particolarità».

Don Nelson Furghieri

Con queste parole il primo cittadino commenta la notizia della destinazione del parroco di Villimpenta, Nelson Furghieri, a Castiglione per assumere il ruolo di collaboratore della parrocchia e, soprattutto, di rettore del santuario di San Luigi Gonzaga.

Furghieri non sarà solo: avrà come collaboratore festivo don Franco Magnani, che torna nel Mantovano da Roma dove era direttore dell’Ufficio liturgico nazionale della Cei, mentre confessori saranno don Dino Mezzani, don Enrico Castiglioni e padre Luigi Marcolongo che sarà anche esorcista.

Padre Luigi Mostarda

La nomina arriva dopo che lo scorso aprile il vicario del vescovo, don Libero Zilia, aveva annunciato che dalla fine di mese, e dopo vent’anni del servizio, i padri dehoniani avrebbero lasciato la basilica castiglionese che ospita il teschio del santo patrono mondiale della gioventù cattolica.

Tra pochi giorni ci sarà dunque per i dehoniani l’ultima celebrazione castiglionese in onore di san Luigi, che si festeggia lunedì 21 giugno.

La partenza di padre Luigi Mostarda, attuale rettore della basilica, ha però toccato molte persone, soprattutto i fedeli che frequentano la basilica, da sempre centro, con il museo del collegio, del culto aloisiano che anima una parte significativa della parrocchia castiglionese.

La messa in San Luigi, come la vita culturale e religiosa che ruota attorno alla chiesa dell’omonima piazza, è un rito che vede coinvolta, la mattina come la sera, parte della popolazione originaria di Castiglione. Non solo perché negli anni il culto di san Luigi Gonzaga si è sempre più rafforzato attorno a questa istituzione.

Dal 2001 ad oggi la cura della basilica era affidata ai dehoniani che, alcuni mesi fa, hanno fatto sapere di non aver rinnovato la convenzione scaduta nel 2013. San Luigi, dunque, torna in carico alla curia che, ora, con don Furghieri si prepara a raccogliere l’eredita di una gestione che in questi anni è stata molto apprezzata.

Nel mentre in tanti commentano la partenza di padre Luigi e tutti sottolineano la sua grande umanità. «È stato un esempio di carità per il bene e la crescita dell’intera comunità. Ci ha incoraggiato ad essere buoni cristiani; uno guida spirituale che ha educato le menti illuminandole d’amore e di saggezza» si legge fra i commenti, anche se non manca chi sottolinea già che si tratta di una grave perdita.

Ogni partenza dei vari rettori dehoniani, a dire il vero, ha sempre creato grandi manifestazioni di dispiacere, segno che il magistero dei padri ha saputo davvero arrivare in profondità nell’animo dei castiglionesi.

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