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Variante Delta, una ventina di casi: test su 500 persone nel Mantovano

Contagiati uno studente e un lavoratore mai stati in India e alcuni indiani tornati dal loro Paese

MANTOVA. Il Regno Unito è già sotto pressione perché nell’ultima settimana i casi sono aumentati del 90%. Alimentati dalla contagiosa variante Delta (ex indiana) con una trasmissibilità superiore del 60% rispetto a quelle precedenti. Un ceppo tra l’altro meno sensibile ai vaccini e per il quale si contano già i primi decessi tra persone immunizzate anche con doppia dose.

Un altro cluster è stato scoperto a Strasburgo, in Francia, e pochi giorni fa l’allarme è scattato anche a Milano con un focolaio in una palestra dove sono stati riscontrati dieci contagiati, uno dei quali positivo alla variante Delta.

E adesso l’emergenza “ex indiana” tocca anche il Mantovano. La temuta B.1.167.2 Delta (il .2 sta ad indicare un livello di allarme superiore al .1) è stata rilevata anche in provincia di Mantova su una ventina di persone. I primi casi a maggio, gli ultimi in questi giorni.

Due persone hanno dovuto ricorrere alle cure ospedaliere e una di queste è stata ricoverata in terapia intensiva. Al momento tutti i positivi alla variante Delta sono in isolamento e tenuti sotto controllo dalle autorità sanitarie. Qualcuno è già uscito dalla quarantena.

Il primo caso riscontrato nel Mantovano risale al 10 maggio: uno studente positivo che ha viaggiato a bordo di un autobus dell’Apam e non era mai stato in India. Il tampone è stato sequenziato e dopo alcuni giorni ha evidenziato la variante Delta.

«Abbiamo subito provveduto a fare un contact tracing in collaborazione con il gruppo Scuola di Ats – spiega il dottor Luigi Vezzosi dell’unità operativa Malattie Infettive dell’Ats Val Padana – andando a ritroso di quattordici giorni con lo screening a livello scolastico e famigliare, poi sui contatti dei famigliari. Alla fine abbiamo testato un centinaio di persone. Tra loro nessun altro positivo alla Delta».

Nei giorni successivi, a cavallo tra maggio e giugno, si scopre un secondo caso in un’azienda di Castiglione: stessa procedura, salvo che qui i test sono stati eseguiti su 400 persone. Nel corso dello screening sono stati scoperti altri positivi ed è in corso la genotipizzazione. L’azienda è stata messa in sicurezza e ora ha ripreso l’attività produttiva.

Tra il primo e il secondo caso Ats è riuscita a rintracciare altre persone positive alla variante, indiani in prevalenza, che erano rientrati a Mantova dopo un viaggio nel loro Paese. «Finora – sottolinea il dottor Vezzosi – abbiamo monitorato una ventina di persone e abbiamo trovato casi anche senza un diretto collegamento con viaggi in India. I soggetti in isolamento possono uscire solo con tampone molecolare negativo». Tra i positivi anche un caso di reinfezione (era già stato contagiato in passato) e un potenziale caso di inefficacia vaccinale (era stato vaccinato con entrambe le dosi e ha avuto sintomi non gravi).

«Tutti i cluster – conclude il dottor Vezzosi – sono stati circoscritti, ma è doveroso fare un appello: il vaccino protegge e in caso di infezione dà sintomi meno gravi quindi invito a vaccinarsi ma se uno fa viaggi all’estero deve  segnalarlo sul nostro portale. In caso di sintomi avvisare il proprio medico e i contatti che ha avuto. Si può fare vita normale anche mantenendo la mascherina e il distanziamento».

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