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Caso AstraZeneca e vaccinazioni: «Avremo settimane di ritardo»

LaPresse

Fontana: «Per il richiamo eterologo bisogna riprogrammare». Stradoni: «Ma domani si riprende»

MANTOVA. Il caso AstraZeneca provocherà sicuramente un ritardo sulla tabella di marcia delle vaccinazioni anti Covid. Lo ha detto ieri il presidente della Regione, Attilio Fontana, nel commentare il cambio di vaccino per gli under 60 che hanno fatto la prima iniezione con AstraZeneca. «Qualche giorno o qualche settimana la dovremo perdere perché si dovrà riprogrammare la distribuzione dei vaccini. Siamo ancora in attesa di avere delle specificazioni maggiori perché la scienza su questo campo è particolarmente contraddittoria. Non si ha una voce unanime, speriamo di averla. C'è stata una generica rassicurazione del generale Figliuolo il quale ha detto che si cercherà di dare una risposta alla legittima richiesta di aumentare le inoculazioni di Pfizer e di Moderna».

Dopo lo stop di AstraZeneca per gli under 60 ora servono più dosi di Pfizer e Moderna. Lo ha detto il presidente della Regione. «Ne abbiamo bisogno di più – ha aggiunto Fontana – altrimenti c'è il rischio di dover rallentare. Dato che la vaccinazione sta andando molto bene come risultati, non vogliamo rallentare. Noi abbiamo aspettato quello che ha detto Aifa, che ha fatto il discorso più rassicurante, ora si chiederà anche l'intervento di Ema per avere ulteriori garanzie».

E dopo lo stop dei giorni scorsi, lunedì la Regione ha stabilito che i richiami di AstraZeneca interessati dalla vaccinazione eterologa e sospesi nel periodo 12-16 giugno, verranno effettuati a partire da domani, 17 giugno, e si andranno a sommare ai richiami già previsti in quel periodo». Almeno questo l’annuncio. La conferma che domani si riprende la somministrazione dell’eterologa arriva anche dal direttore generale dell’Asst Raffaello Stradoni: «Le persone in agenda il 12 giugno riceveranno il nuovo vaccino domani e poi così via» Allo stesso tempo, fanno sapere sempre dalla direzione generale welfare della Regione, i richiami con il vaccino Moderna previsti dal 21 giugno al 30 giugno (circa 80mila) vengono spostati in avanti di una settimana. Il richiamo, cioè, sarà fatto 42 giorni dopo la somministrazione invece degli attuali 35. «Il criterio adottato – si legge in una nota – è stato quello di non penalizzare in alcun modo tutti i cittadini lombardi che si erano già prenotati per ricevere la prima dose».

Queste decisioni, al momento, sono valide per il mese di giugno. Nulla cambia invece per i richiami delle persone over 60 vaccinate in prima dose con Astrazeneca. Come da indicazioni del ministero della salute e di Aifa, il richiamo sarà effettuato con lo stesso vaccino. «Tutte le persone interessate da queste modifiche – conclude la nota della Regione – saranno avvisate con sms».

La direzione welfare ricorda invece che il vaccino da usare preferibilmente nei soggetti con più di 60 anni è quello a vettore virale (AstraZeneca o Janssen).

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