Mantova, via ai richiami eterologhi: dosi con il contagocce

Per gli under 60 seconda iniezione con vaccino diverso da AstraZeneca. A Mantova 800 fiale di Moderna da Cremona. Stradoni: ogni giorno siamo a filo

MANTOVA. Dopo lo stop dei giorni scorsi in seguito al divieto di somministrare AstraZeneca in seconda dose agli under 60, giovedì 17 giugno si parte con le vaccinazioni eterologhe (con vaccino diverso dalla prima dose). Un avvio reso possibile grazie alla fornitura di 800 dosi di Moderna arrivate da Cremona.

«Le persone in agenda il 12 giugno riceveranno il nuovo vaccino oggi, quelle del 13 domani e così via – sottolinea il direttore generale dell’Asst di Mantova, Raffaello Stradoni – . Certo ogni giorno siamo a filo e al momento siamo costretti a programmare un giorno per l’altro in attesa che arrivi il grosso della fornitura». Anche i poli vaccinali di Castiglione delle Stiviere e Asola confermano che oggi si riprende la fase dei richiami.

«Anche noi – sottolinea Michele Nicchio, direttore operativo di Mantova Salus che ha in gestione l’hub castiglionese – somministreremo Moderna a chi ha fatto AstraZenca in prima dose. Riguardo invece agli over 60 che proseguono con AstraZeneca non abbiamo notato rifiuti». La Regione ieri ha fatto sapere che entro lunedì saranno recuperate tutte le somministrazioni sospese tr ail 12 e il 16 giugno.

Nel frattempo il Carlo Poma in queste ultime ore è costretto a fare i conti con il ritorno in massa dei pazienti tradizionali, tornati a prendere d’assalto il pronto soccorso. I numeri ormai sono quelli pre pandemia, con 130-140 accessi giornalieri. Martedì i pazienti meno gravi sono stati invitati ad uscire dai locali del pronto soccorso e attendere la chiamata del medico nel cortile perché in sala d’attesa non si era più in grado di rispettare il distanziamento fisico. Sezione Covid praticamente vuota e sezione non Covid ingolfata, con barelle nei corridoi e pazienti costretti ad attendere anche più di 24 ore prima di essere ricoverati .

«Purtroppo la parte nobile del pronto soccorso – spiega Stradoni – è ancora riservata ai Covid, anche se gli ingressi sono davvero pochissimi. In problema è che non possiamo cambiare tutto dalla sera alla mattina perché la situazione di emergenza, pur essendosi ridimensionata, non è ancora finita. In rianimazione abbiamo ancora dei ricoverati. Abbiamo liberato letti in Malattie Infettive, ma resta sempre il problema dei soggetti “grigi”, ovvero coloro che sono in attesa di sapere se sono positivi. Fino a quando la popolazione non sarà vaccinata in seconda dose il problema resta, perché gli ospedali sono costretti a tenere armati i reparti Covid anche se praticamente vuoti. Nell’ipotesi di un rialzo dei contagi dobbiamo riaprirli in dodici ore».

Il manager sanitario del Poma spiega anche che la capacità ricettiva dell’ospedale ovviamente non è ancora ai livelli pre pandemia. «Contiamo di tornare al cento per cento entro fine anno e magari anche prima – riprende il direttore generale – ma adesso dobbiamo anche programmare le ferie estive dei dipendenti. Al Poma abbiamo un buon turnover del personale grazie alle ultime assunzioni, ma questo personale nuovo in fase di formazione non posso certo piazzarlo in prima linea dalla sera alla mattina». Un altro tema delicato è quello dei pazienti chirurgici che hanno un intervento programmato: «Le sale operatorie hanno ripreso a funzionare e oggi siamo autosufficienti avendo praticamente interrotto il rapporto di collaborazione con le strutture private convenzionate che ci hanno dato una grossa mano nel periodo più brutto della pandemia e che ne approfitto per ringraziare per tutto quello che hanno fatto.

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