Via alla maturità tra domande sulle fake news e ricerche sulle diseguaglianze

Volti sorridenti davanti alle superiori mantovane dopo i primi colloqui dell’esame di Stato: per i ragazzi si chiude un anno tribolato tra Dad, doppi turni d’ingresso e un clima di incertezza sull’organizzazione scolastica. Ma hanno le idee chiare sui progetti per il futuro

MANTOVA. Tra domande sul fenomeno delle fake news,  elaborati su New deal,  sull’analisi psicologica delle favole e  sulle diseguaglianze sociali, ragazze  e ragazzi delle scuole superiori mantovane hanno iniziato questa mattina i colloqui degli esami di maturità. Come lo scorso anno, l’esame di Stato non prevede prove scritte ma confronti di un’ora circa tra candidati e insegnanti. Non è un esame di serie B. In fondo ripropone lo schema degli esami universitari che molti di questi ragazzi dovranno affrontare a partire dal prossimo anno. La differenza è che il colloquio di maturità riguarda diverse materie e la valutazione finale terrà conto di più elementi e dell’andamento del candidato nel corso del ciclo di studi quinquennale.

Gli studenti impegnati negli esami di maturità sono, nel Mantovano, oltre 2.600. Per loro è l’ultima tappa di un anno di studio (un anno e mezzo per la verità) caratterizzato dalla didattica a distanza alternata alle lezioni in presenza. Un anno difficile, nel corso del quale hanno dovuto subire i cambiamenti repentini dell’organizzazione della didattica in base all’andamento della pandemia.  Sono pure passati per il doppio turno d’ingresso, che soprattutto per gli studenti pendolari ha comportato parecchi disagi nell’organizzazione dello studio.

Ma molti di loro, adesso che l’esame è andato, sono sorridenti e rilassati. Pensano alle vacanze, ma anche ai programmi per il  futuro prossimo: università o ricerca di un lavoro. E a giudicare dalle dichiarazioni che hanno fatto ai nostri cronisti, questi giovani hanno le idee chiare.   

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