Prima rata Imu, attesi dieci milioni, ma la crisi Covid spinge l’evasione

Il vice sindaco Buvoli è ottimista: «Non credo che ci sarà un aumento dell’elusione del versamento»

MANTOVAQuest’anno niente rinvii per il versamento della prima rata dell’Imu, che secondo le stime dell’amministrazione comunale dovrebbe portare nelle casse di via Roma circa dieci milioni di euro. Altrettanti sono quelli che arriveranno con la seconda rata, quella di fine anno. L’acconto versato prima dell’estate dai mantovani è stimabile sui 12 milioni, visto che alla quota comunale va aggiunta quella destinata allo Stato. Certo, occorrerà verificare se i danni provocati all’economia da un anno e mezzo di restrizioni dovute alla pandemia, avranno dei riflessi sull’introito reale nelle casse pubbliche. «Non riteniamo che ci sia stato un aumento significativo di ritardi o elusioni nei versamenti rispetto al 2019, anno precedente la pandemia – dice il vice sindaco e assessore al bilancio, Giovanni Buvoli – l’anno scorso, quando decidemmo di far slittare alla fine dell’anno il versamento della prima rata per le particolari e drammatiche situazioni umane ed economiche create dalla pandemia tra marzo e aprile, non abbiamo rilevato a fine anno un aumento dei mancati pagamenti».

L’Imposta municipale unica, l’Imu appunto, rappresenta una quota rilevante dei conti comunali. «Su un bilancio che in media si aggira sui 60-65 milioni di euro – osserva Buvoli – l’imposta unica ne costituisce circa un terzo e si tratta di risorse immediatamente utilizzabili dal Comune». «Non abbiamo rinviato a dicembre la scadenza della prima rata perché una misura del genere aveva senso nel 2020 – dice il vice sindaco – quando per oltre due mesi si fermò completamente la produzione su larga scala, tranne, come ricorderanno tutti, alcune eccezioni. Per questo motivo, rinviare di sei mesi il pagamento dell’imposta significava per molti contribuenti riprendere un po’ di fiato. Certo, anche quest’anno per diverse categorie produttive ci sono state grosse difficoltà, ma in generale c’è un clima di ripresa, seppur lenta».

Va detto anche che gli introiti dell’Imu sono uno dei capitoli dei conti comunali più colpiti dal fenomeno del mancato introito. Cifre significative. Lo scorso aprile, lo stesso assessorato di Buvoli aveva calcolato che i crediti vantati dal Comune a vario titolo ammontano a 36 milioni, otto dei quali da Imu non riscossa (negli anni). Sono rimaste in vigore le esenzioni per l’aliquota comunale nei confronti di alcune categorie quali alberghi, cinema e teatri. Come pure sono rimaste le esenzioni (introdotte però prima dello scoppio della pandemia) per gli immobili destinati a divenire eredità di figli con gravi disabilità. La norma è stata applicata per la prima volta nel 2020.

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