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Depuratore del Garda: il governo nomina un commissario

Il compito toccherà al prefetto di Brescia. Il ministro Gelmini non partecipa al voto: «Ma era una decisione inevitabile»

ALTO MANTOVANO. Il consiglio dei ministri ha nominato il prefetto di Brescia, Attilio Visconti, commissario straordinario per il collettamento e la depurazione del Garda. Un progetto partito nel lontano 2008 e che al momento si è insabbiato nelle divisioni che stanno opponendo i territori bresciani del lago, da quelli dell’asta del Chiese.

Appena un mese fa i rappresentanti degli enti territoriali della Comunità del Garda, presieduta dal ministro Maria Stella Gelmini, e dell’Associazione territoriale di scopo Garda Ambiente rappresentanti di 54 sindaci del territorio dei quali 18 mantovani, avevano firmato un appello affinché il governo togliesse dalle secche il progetto, rendendolo capace di giungere ad una soluzione. Per questo avevano chiesto la nomina di una figura “super partes”, che il governo nella seduta del consiglio dei ministri finita ieri in prima serata ha individuato nel prefetto di Brescia.

«È andata così in consiglio dei ministri - ha confermato la titolare del dicastero degli Affari regionali e delle Autonomie Gelmini -. Io non ho partecipato alla votazione per evidenti motivi (è parte in causa in quanto presidente della Comunità del Garda ndr)». Sull’esito soddisfacente o meno della nomina, la Gelmini si limita a constatare: «Era inevitabile». Ovvero, dopo essere arrivati al muro contro muro fra gardesani e rappresentanti del Chiese, occorreva per forza una decisione del genere.

A questo punto dovrebbe essere sospesa la seconda cabina di regia prevista al ministero della Transizione ecologica. Quella tenutasi esattamente un mese fa, era il 18 maggio, si era conclusa con un rinvio di quattro settimane per dare il tempo ad Acque Bresciane di rifare il cronoprogramma dell’ipotesi privilegiata, ovvero un unico depuratore a Lonato che scarichi nel Chiese. Soluzione osteggiata dai territori mantovani, ma anche da quelli gardesani per i quali la soluzione migliore (e più veloce) è quella di un doppio depuratore a Gavardo e Montichiari.

Lo scontro politico ora richiederà l’abilità e la capacità di mediazione del prefetto, che dalla sua ha però l’input contenuto nell’articolo del decreto riguardante la sua nomina. Promossa «al fine di consentire la rapida attuazione del sistema di collettamento e la conseguente tempestiva dismissione della condotta sublacuale giunta al termine della sua vita tecnica».

In sostanza, poiché oggi i reflui della sponda bresciana attraversano il lago per essere portati con una condotta a Peschiera e da qui, depurati, nel Mincio, il governo chiede una soluzione rapida che consenta di evitare il trasferimento dei reflui. Che restando sulla metà bresciana avranno come destino certo il Chiese.

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