Contenuto riservato agli abbonati

Commissario al depuratore del Garda: «Occasione per Mantova»

Il vicepresidente della Provincia: «Cercheremo di essere ascoltati da subito». Il ministro Bonetti: «Coinvolgere i territori». Colaninno: «Ora aprire il confronto»

ALTO MANTOVANO. La nomina del prefetto di Brescia, Attilio Visconti, a commissario straordinario per la depurazione del Garda suscita commenti positivi nel territorio mantovano. Anche perché lo stesso prefetto ha garantito trasparenza e rapidità nella decisione, che sarà pronta entro fine luglio, e consultazione di tutti gli interessati. Il progetto di depurazione, nato nel 2008 con l’intento di dismettere la condotta sul fondo del lago che oggi porta i reflui della sponda bresciana all’impianto di Peschiera, al momento è ancora fermo per il contrasto sorto nel Bresciano fra territori gardesani e quelli del Chiese.

Mentre oggi i reflui trattati finiscono tutti nel Mincio, con la futura conformazione sarebbero equamente divisi: i reflui della sponda veronese finirebbero al depuratore di Peschiera e da qui nel Mincio; quelli della sponda bresciana nel nuovo impianto da costruire e da qui nel Chiese. Ma su dove collocare il depuratore, si è aperta la guerra fra enti.

La prima ipotesi, un depuratore a Gavardo per il medio lago ed uno a Montichiari per il basso lago, è stata sostituita da un unico impianto a Esenta di Lonato, alle porte di Castiglione, suscitando forti proteste nell’Alto Mantovano. Provincia ed enti locali hanno lamentato il mancato coinvolgimento dei nostri territori, che pure vengono direttamente toccati dalle soluzioni della depurazione del lago poiché sia Mincio che Chiese scorrono nel nostro territorio.

L’impasse sembrava superata dalla forte volontà degli enti bresciani incaricati di studiare e poi attuare la soluzione (Ato ed Acque Bresciane) di procedere con la soluzione Lonato. Ma 54 sindaci, dei quali 18 mantovani, si sono opposti, chiedendo invece la nomina di un commissario straordinario super partes. Istanza che il governo ha recepito giovedì.

«Il ministro mantovano di Italia Viva, Elena Bonetti - rivela ora il parlamentare Matteo Colaninno - in quella occasione ha ribadito al necessità di coinvolgimento dei territori. Ora mi auguro che da subito parta un coinvolgimento degli enti mantovani del Chiese. Visto che il commissario non avrà compiti meramente esecutivi, ma potrà godere di margini di manovra».

Sul tavolo del prefetto, che si avvarrà della consulenza del rettore dell’Università di Brescia, i due progetti sinora elaborati. Nella revisione presentata mercoledì da Acque Bresciane l’ipotesi Lonato sarebbe completata in otto anni, con la dismissione della condotta “sublacuale” in sette anni; con quella Gavardo-Montichiari i lavori durerebbero sei anni e la dismissione avverrebbe al quinto anno.

Quattro sindaci mantovani hanno chiesto invece di mantenere le condotte sublacuali, portandole anzi da due a tre e continuare a utilizzare Peschiera come unico depuratore con lo scarico nel Mincio. «Idea anacronistica e irrealizzabile - taglia corto Filippo Grumi, presidente del Comitato Gaia che ha proposto la soluzione di usare le acque in uscita dal depuratore di Lonato per irrigare i campi - Tecnicamente non è attuabile e bloccherebbe i lavori che intanto a Verona stanno facendo. Inoltre lo Stato ha dato 100 milioni proprio per la finalità di eliminare le condotte, non per mantenerle. Noi riteniamo che il Commissario, sia persona con una forte sensibilità ambientale e possiamo solo augurargli buon lavoro. Ma ora i tempi rallentano e inoltre la nomina significa bocciare i cinque anni di lavoro della Cabina di regia. Lo leggiamo come un altolà a usare il Chiese».

Video del giorno

Mantova: in 800 per dire addio al dottor De Donno

La guida allo shopping del Gruppo Gedi