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Mantova, prof spiazzati dal mix di vaccini: «Molti dubbi, ma niente rinunce»

Il personale della scuola vaccinato con AstraZeneca: «In settembre deve tornare la normalità»

MANTOVA. «La questione della seconda dose fatta con un vaccino diverso da AstraZeneca ha creato non poche perplessità nel personale scolastico. Ma non ci sono diserzioni, quantomeno non ci risulta. Sotto il profilo delle vaccinazioni e dell’immunità Covid, le scuole saranno pronte a settembre. I nodi da sciogliere per un ritorno alla normalità nelle classi sono altri». Si esprime così, il segretario provinciale della Flc Cgil, Pasquale Andreozzi, alla domanda di quali saranno, a suo parere, le conseguenze sul fronte scolastico della decisione di non inoculare una seconda dose di AstraZeneca agli under 60. Va ricordato che quando è stata lanciata la campagna di vaccinazioni tra insegnanti e personale non docente, è stato impiegato proprio AstraZeneca. Anche se una buona parte di docenti ha già fatto la seconda dose, molti altri sono alla prima.

La vaccinazione del personale e degli studenti (anche se sull’opportunità di vaccinare i giovani, come sappiamo, ci sono anche diverse voci contrarie) è ritenuto un passo importante per avere in settembre le condizioni base per un ritorno alle attività didattiche normali e sicure.

«Non mi risulta, in ogni caso, che nel Mantovano ci siano molti casi di rifiuto della seconda dose – precisa Andreozzi – certo, le notizie circolate in questi giorni hanno creato diverse perplessità. Ma il punto su cui gli insegnanti sono d’accordo è che occorre riprendere le lezioni a settembre nella normalità. Insomma lezioni in presenza e niente doppi turni negli orari d’ingresso, che hanno avuto effetti deleteri sui ragazzi, sul personale e quindi sulla didattica. Occorre insomma risolvere il nodo trasporti scolastici e aumentare gli organici». Anche la segretaria provinciale dello Snals, Roberta Marzano, parla di «scompiglio tra noi insegnanti per la questione AstraZeneca. Il che è comprensibile, credo. Ma tali dubbi non comprometteranno la campagna vaccinale tra i dipendenti delle scuole».

Del tema della ripresa a settembre si è parlato al tavolo di coordinamento istituito in prefettura. Un vertice interlocutorio, visto che si attendono aggiornamenti da Governo e Cts. Ma è emerso che alla conferenza Stato-Regioni cresce l’ipotesi di aumentare all’80% della capienza il numero di passeggeri sui mezzi pubblici. Questo dovrebbe consentire di evitare il doppio turno d’ingresso anche con lezioni in presenza al cento per cento. Rimangono però istituti superiori che non hanno spazi sufficienti per garantire il rispetto dei parametri di sicurezza anticovid in caso di rientro in aule di tutti dei ragazzi. «Nelle prossime settimane la Provincia raccoglierà dati scuola per scuola per valutare le necessità – dice il consigliere delegato, Francesca Zaltieri – ma anche per studiare dove ci sono spazi tali da poter accogliere classi di altri plessi o altre scuole. Lavoreremo durante l’estate per essere pronti in settembre».

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