Derubata in sala slot: «Ma almeno adesso ho smesso col gioco»

A processo per furto il ladro inquadrato dalle telecamere del bar di Borgo Virgilio

MANTOVA. Doveva raccontare come era stata derubata, nel febbraio di tre anni fa, nella sala slot di un bar di Borgo Virgilio. Come parte lesa, avrebbe dovuto puntare il dito contro il ladro, un giovane di origine tunisina presente in aula, rannicchiato dentro la gabbia degli imputati già in carcere. Ma la sua testimonianza ha assunto con il passare dei minuti, i toni di un atto d’accusa contro se stessa. La se stessa del passato, la donna ostaggio dell’incubo della ludopatia. La donna che, quel giorno, non aveva esitato a infilare nel videopoker i soldi appena ritirati della pensione dell’anziana madre.

«Sono io a dovermi vergognare» ha ammesso davanti al giudice Chiara Comunale e alla Pm Giorgia Dongili. Lui, il ladro, Amir Rahmeni, 27 anni, pregiudicato, già in cella per altri reati, deve rispondere di furto con destrezza e tornerà davanti al giudice il prossimo 22 febbraio. È stato incastrato dalle riprese delle telecamere di sicurezza del locale, grazie alle quali i carabinieri lo hanno riconosciuto.

Quella mattina la donna è uscita di casa di buonora per andare a ritirare i soldi della pensione della madre, che preferiva averli in contanti. Una tentazione troppo grande per lasciarsela sfuggire. Invece di tornare a casa a consegnare i 1.200 euro alla madre, ha infilato la porta del bar. «Erano circa le 9 e subito ho fatto colazione» ha raccontato. Una scusa con se stessa per poter puntare ai videopoker. «Mi sono messa a giocare, e siccome vincevo, ho continuato, e continuato. Sono rimasta lì anche a pranzo, accontentandomi di un toast per poi continuare a giocare. Sono rimasta lì fino alle sette e mezzo di sera».

La sua ostinazione, e i movimenti con i soldi, non sono passati inosservati ai clienti del bar. «C’erano dei ragazzi che mi gironzolavano intorno, e io ogni tanto per sicurezza controllavo la busta con i soldi che tenevo nella borsa. Spesso li contavo. Ad un certo punto, alle sette e mezza, ho messo la mano nella borsa e la busta era sparita».

Ha chiamato i carabinieri che hanno controllato subito le telecamere: nelle riprese si vedeva Rahmeni, una loro vecchia conoscenza, che si allontanava dagli altri ragazzi e infilava la mano nella borsa della donna appoggiata su una sedia e poi usciva dal locale. «Mi sono sentita malissimo, ma mi è servito. Da quel momento, con l’aiuto delle mie figlie e del Sert, sono guarita dalla ludopatia».

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