Via delle chiese incompiute, il municipio alza le braccia

Il sindaco Morselli: non possiamo fare nulla, non sono di nostra proprietà. L’evangelica battista è quasi pronta, l’altra è stata stoppata dalla pandemia

SAN GIORGIO BIGARELLO. Via della Libertà avrebbe dovuto trasformarsi in una zona dedicata al culto, invece ora è solo una strada in cui impattano due chiese mai terminate. Le due strutture si trovano proprio una di fronte all’altra. Un edificio doveva essere per i fedeli della Chiesa evangelica battista, l’altro della Congregazione cristiana in Italia nata da un piccolo gruppo di evangelici.

La prima struttura, quella della Chiesa evangelica battista, è quasi pronta. Mancano solo le rifiniture. Il cantiere era iniziato nel 2008-2009 ma non è mai arrivato a conclusione. Ora come ora, la struttura è impraticabile. «Non è un’opera abbandonata - tiene a precisare il pastore Evandro Coelho - Abbiamo avuto un periodo di crisi, è vero, ma vogliamo terminarla. Per finirla serve un budget importante. Ora stiamo pagando alla banca un antico mutuo. Appena finiremo, ne accenderemo un altro e riprenderanno i lavori. Non posso dare una data perché ci sono sempre tante variabili ma spero il prima possibile». La comunità, con circa 215 fedeli, ora si ritrova a Porto Mantovano. Appena la nuova sede di San Giorgio sarà pronta, «lasceremo la struttura di Porto - spiega il pastore - troppo piccola per accoglierci».

L’edificio della Congregazione, invece, lo si può invece solo immaginare al momento. Ci sono stati solo i lavori di sbancamento ed è stato preparato il solettone. Nessun lavoro in muratura. Il terreno per questa seconda chiesa è stato venduto dal Comune nel 2014 alla Congregazione cristiana in Italia con sede a Milano. Ad acquisto fatto, i lavori hanno avuto un primo stop per una modifica della legge regionale.

Per iniziare col cantiere, il Comune doveva prima presentare un piano per le attrezzature religiose col quale andava ad individuare le aree del comune in cui si potevano insediare attrezzature religiose. Senza quel piano (arrivato poi nel 2017), anche chi aveva già acquistato un terreno non poteva costruire. I lavori quindi sono iniziati, tra una complicazione e l’altra, un anno e mezzo fa. Ma poi è arrivato il Covid e il cantiere si è fermato ai blocchi di partenza. Cantiere che però a breve ripartirà. Nascerà così un piccolo edificio a un piano, una stanza in sostanza di circa 20 metri per 20 metri. Ora la Congregazione sta valutando una variante al progetto ma in un anno l’edificio sarà pronto.

Ma come mai il Comune ha dato l’ok per due chiese che negli anni non sono mai state terminate? Amministrazione e tecnici spiegano che era impossibile immaginare cosa sarebbe successo, «se qualcuno compra un’area è perché ha un progetto. Investe per pagare il terreno, per chiedere il parere di tecnici. Insomma, affronta delle spese per poi iniziare e terminare l’opera che ha in mente». E la zona artigianale di via della Libertà per il Comune era perfetta per diventare una zona per il culto. Gli edifici di culto vengono sfruttati soprattutto al sabato e alla domenica, in una zona residenziale ci sarebbe stato un grosso problema con i parcheggi. «La situazione di avere un cantiere fermo si ripete anche con case private o capannoni - spiega il sindaco Beniamino Morselli - Noi ora non possiamo fare nulla. Non possiamo intervenire su qualcosa che non è nostro». 

2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

1€/mese per 3 mesi, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

Video del giorno

Fiorentina, Vlahovic duramente contestato dai tifosi per il contratto

La guida allo shopping del Gruppo Gedi